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Chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato

George Orwell
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Di Manlio  05/02/2010, in Attualità (2316 letture)
Non ci posso credere, mi sembra davvero una notizia pretestuosa prendersela con la Rai per lo spostamento del reality "L'isola dei famosi" dall'Honduras al Nicaragua con la motivazione che quella nazione sarebbe rifugio di alcuni dei terroristi che negli anni '70 si macchiarono di efferati delitti (in particolare si citano Alessio Casimirri e Manlio Grillo).

Che c'entra l'Isola dei Famosi? Allora chiudiamo FaceBook visto che lo stesso Casimirri ha un profilo con molti amici


La foto di Alessio Casimirri sul suo profilo di FaceBook


Bene. Allora dichiariamo guerra alla Francia, a tutto l'est europeo, ma anche alla Germania, visto che aiuti alle formazioni di lotta armata italiane arrivavano anche dai "cugini" della RAF...

Davvero non capisco. O meglio. Capisco che questi argomenti siano una chiave per accedere ai media, ma mi meraviglia il fatto che chi sbandiera tanto stupore non si indigni più di tanto quando neanche 11 gradi di giudizio sono riusciti a dare alle vittime un colpevole per la bomba alla BNA del 12 dicembre 1969 o quando a quasi 40 anni di distanza si sta ancora celebrando il processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (strage ancora impunita).

A tanti anni di distanza si dovrebbe reclamare la verità su quegli anni, la verità di chi non ha ancora parlato.

Nei giorni scorsi il presidente Berlusconi è stato in Israele portando l'amicizia del popolo italiano e annunciando al mondo il proprio desiderio di voler vedere Israele nell'Unione Europea.
Chi mi conosce sa come sia da me lontana l'idea di essere anti-semita e di come sia massimo il rispetto per le vittime di un Paese che ha visto tanti connazionali massacrati nell'Olocausto.
Ma Israele non è anche la nazione del Mossad? Ed i Mossad non ha avuto in Italia un ruolo importante negli anni '70?
Tanto per dirne una ha contattato le BR offrendo il proprio aiuto per far si che esse continuassero ad insanguinare l'Italia.  Franceschini ha dichiarato che la proposta fu rifiutata, ai suoi tempi. Chissà che in altri tempi un piccolo "aiutino" il Mossad non l'abbia dato ai rivoluzionari di estrema sinistra. E magari non solo alle BR.

Eppure non mi sembra che qualcuno abbia avuto il coraggio di alzare il ditino per sollevare qualche piccola obiezione al sogno berlusconiano. In questo caso vale il detto napoletano "chi ha avuto, chi ha dato, scordammoci 'o passato, simm 'e Napoli, paesà"
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Una bella intervista a Claudio Signorile, è stata pubblicata da Alessandro Forlani lo scorso 20 gennaio. Forlani è stato “supportato” dal collega Paolo Cucchiarelli e l’audio è disponibile sul sito di GR-Parlamento >scarica<

Sebbene alle parole dell’ex vice Segretario del PSI, protagonista politico della trattativa che, attraverso gli esponenti dell’Autonomia Lanfranco Pace e Franco Piperno, giunse ad un passo dal far si che le BR sospendessero l’esecuzione del loro prigioniero non abbiano trovato grande eco (ecco i due lanci ANSA diffusi proprio da Paolo Cucchiarelli >qui<) ritengo che Signorile abbia detto almeno tre cose assolutamente nuove e di grande importanza. Vediamole.



I giornalisti Alessandro Forlani e Paolo Cucchiarelli

Primo. Signorile ha precisato che il giorno 6 maggio aveva concordato con Amintore Fanfani che il presidente del Senato avrebbe dato dei segnali di apertura alla disponibilità di rompere il fronte della fermezza a favore di una trattativa umanitaria che, pur non comportando il cedimento dello Stato, avrebbe offerto alle BR un motivo per “sospendere” la loro sentenza di morte. Sentenza annunciata come prossima con il comunicato diffuso il 5 maggio, restato famoso per il gerundio “eseguendo la sentenza”. Signorile ha precisato che questa dichiarazione di Fanfani non avrebbe comportato la liberazione di Moro, ma sicuramente avrebbe permesso di fermarne l’uccisione ed aprire una nuova fase verso la liberazione. Il fatto nuovo sta nella considerazione di Signorile sulla reale possibilità delle forze dell’ordine di fare qualcosa di concreto verso la ricerca della prigione. “Avevo il telefono sotto controllo – racconta Signorile – ed ero pedinato; se avessero voluto utilizzare le informazioni raccolte, avrebbero potuto fare qualcosa”.

Secondo. La situazione non precipitò la mattina del 9 maggio ma la notte precedente. Questa considerazione apre ad una riflessione di non poco conto.
Sembrerebbe esserci un legame con le parole del terrorista Carlos nell’intervista rilasciata allo stesso Cucchiarelli nel giugno del 2008, successivamente confermate da Bassam Abu Sharif. Carlos sostenne che una fazione del Sismi preparò un ultimo, estremo tentativo di salvare Aldo Moro che prevedeva il trasferimento di alcuni brigatisti italiani dal carcere in un Paese Arabo. Carlos ritiene che l’operazione fallì forse per l’imprudenza di Bassam Abu Sharif che nell’agosto del 2008 confermò che avrebbe potuto salvare Moro ma non commise nessuna imprudenza: chiamò un numero “speciale” lasciando un messaggio dopo l'altro ma senza avere nessuna risposta.

Una annotazione, infine, sull’apertura di Fanfani. Se la sera dell’8 maggio la situazione era ben diversa e gli eventi precipitarono nel corso della notte, Fanfani non avrebbe avuto bisogno di annunciare, in sede di Consiglio Nazionale della DC la sua posizione di rottura nei confronti della fermezza. A maggior ragione se fosse stato al corrente della notizia del ritrovamento del corpo di Moro prima delle 11 del mattino.

(Intervista completa a Carlos >qui<) (Intervista completa a Bassam Abu Sharid >qui<)

Terzo. La notizia della morte nei palazzi del potere sarebbe arrivata molto prima del ritrovamento della R4 in via Caetani e l’uccisione di Moro non fu la conseguenza di qualcuno che “fregò” Cossiga. Forse di qualcuno più forte (o meglio attrezzato) che operava in contrasto con gli interessi con i quali si muoveva chi stava agendo per conto del Ministro dell’Interno, nel cercare una via per salvare la vita ad Aldo Moro. E questo vuol dire che una trattativa c’era, che qualcuno la sabotò e che il Governo era aggiornato costantemente dell’evolversi della situazione.
E se tanto mi dà tanto, chi sabotò la trattativa e contribuì in maniera determinante all’uccisione di Moro, fu diverso da chi, a livello internazionale, stava dando una mano al governo per giungere ad un esito positivo. Il governo fu probabilmente aiutato dagli alleati di sempre…

Dulcis in fundo una considerazione, parzialmente nota, riguardo l’operazione e l’autonomia delle BR. "Le BR rapirono moro in autonomia, secondo una loro logica, ma senza l'intenzione di ucciderlo: ne é prova il fatto che lo interrogassero a volto coperto. Dopo pochi giorni però il sequestro cambiò di significato, natura e quindi anche conclusione". E ancora: "Non credo che ci fosse bisogno di dare a Moretti l'ordine di agire, perché i brigatisti sapevano già cosa fare; certo c'erano delle persone sopra Moretti, che non sono mai state scoperte".
Una chiara chiamata di correità verso le forze ed i poteri internazionali. E, forse, un’allusione musicale?
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