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Piazza Fontana: ultimo anniversario senza la veritā
Di Manlio (del 12/12/2008 @ 19:43:08, in Attualitā, linkato 1170 volte)
Oggi è il 12 dicembre, e non è un giorno qualsiasi.

Nel 1969, infatti, un grave atto il cui destinatario era certamente “il processo di democratizzazione” che nel nostro Paese stava avvicinando la sinistra, Socialista prima e comunista dopo, alle sfere più alte del potere. Tale progetto vedrà la sua punta più alta nel “Governo di Solidarietà” che il 16 marzo del ’78 fu votato da Camera e Senato, presieduto da Giulio Andreotti ma costruito con pazienza e abilità politica da Aldo Moro rapito quella stessa mattina da un commando delle Brigate Rosse.

Si dice che tutto iniziò proprio quel 12 dicembre quando alle 16.37 una bomba esplose nei locali della filiale di Piazza Fontana della Banca Nazionale dell’Agricoltura causando 17 vittime alle quali si aggiunsero 3 giorni dopo Giuseppe Pinelli (anarchico sospettato di essere tra i mandanti e che si sarebbe suicidato lanciandosi nel vuoto dalla finestra dell’ufficio del commissario Calabresi alla Questura di Milano) e il 18 maggio ’72 Luigi Calabresi (che si vorrebbe “giustiziato” dagli ambienti della sinistra eversiva per ordine dei suoi mandanti Sofri, Bompressi e Pietrostefani, leader di Lotta Continua, come “colpevole” della morte di Pinelli e sulla cui vicenda tra poco si scoprirà la realtà dei fatti).

In pochi hanno dato rilievo alla notizia dell’anniversario e dubito che sia stato per l’emergenza maltempo che da un decina di giorni sta provocando danni e morti nella penisola. Credo che si tratti più di quella patologia della mancata memoria storica che affligge il nostro presente e che ci porta a ricordare tutti i protagonisti delle numerose edizione del Grande Fratello ma a cancellare o, laddove questo non è possibile, insabbiare i principali eventi della nostra storia dopo l’unità del 1860 a partire dal fenomeno del brigantaggio per arrivare alle recenti vicende luttuose legate alle presunte guerre contro il terrorismo islamico.

Per evitare che simili drammi si ripetano, nelle celebrazioni dell’anniversario del 12 dicembre a Milano è stata proposta la nascita di una “Casa della Memoria” per le vittime delle stragi.

    
Due immagini dell'interno della Banca dell'Agricoltura dopo l'esplosione

La memoria può essere individuale o collettiva, ma è per sua natura molteplice. C’è la memoria dei vinti e degli sconfitti, degli innocenti e dei colpevoli. Non è possibile, solamente attraverso la memoria, giungere a scongiurare il ripetersi del passato. Anzi. Tante memorie servono forse ad aumentare la confusione che offre una ghiotta opportunità alla strumentalizzazione. E la strumentalizzazione può essere usata sia per influenzare a proprio vantaggio i fatti del presente ma anche per cancellare le proprie responsabilità (individuali o collettive) del passato.

La verità, al contrario, è unica, incontrovertibile. E la verità è la sola medicina preventiva per una società perché porta all’individuazione dei colpevoli e alla possibilità di escluderli dalle scelte future di un Paese.
Solo che per non arrivare alla verità sono percorribili più strade. E in Italia la più praticata è quella del complotto, dei misteri, del minestrone tra fatti e ipotesi che rende tutto falso e tutto vero a seconda dei punti di vista.

E per giungere alla verità è necessario far cadere i segreti, fondamenta solide su cui poggiano i pilastri delle nostre istituzioni. In molti lo sostengono da tempo e sono contento che anche Carlo Lucarelli abbia avuto il coraggio di parlarne su L’Unità del 12 dicembre affermando che “i cosiddetti misteri italiani non siano misteri ma segreti […] Quello che non sappiamo sta nei cassetti di qualcuno che ce lo tiene ancora segreto”.

E la buona notizia di questo 39° anniversario dei morti di Piazza Fontana è che il segreto che ci ha impedito di conoscere la verità su quella strage (fino alle morti di Pinelli e Calabresi) ma anche sulle altri stragi degli anni ’70 come Piazza della Loggia (Brescia 28 maggio 1974) e il Treno Italicus (4 agosto 1974) è venuto meno. Nei primi mesi del 2009 emergerà tutto e l’opinione pubblica potrà finalmente sapere e giudicare.
Non sarà una verità piacevole ed in molti non sapranno accettarla. Molti altri dovranno rimangiarsi libri e parole scritte a vanvera, ed emergeranno chiari i vari tentativi di strumentalizzazione ed i perché essi siano resistiti quasi 40 anni.

Ecco perché stasera ricordo quell’anniversario con fiducia, a differenza degli anni passati.

Per chi volesse approfondire la vicenda di Piazza Fontana, ho preparato una piccola rassegna stampa che è possibile >scaricare qui<. Se, invece, volete leggere l’inchiesta de giudice Salvini potete >scaricarla qui<.

Altro non posso aggiungere, se non che non vedo l’ora di poter anche io leggere e capire.