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Carlos: un'intervista di Bassam Abu Sharif che sa tanto di conferma...
Di Manlio (del 15/08/2008 @ 11:34:08, in Attualitā, linkato 1838 volte)
In un'intervista di Davide Frattini pubblicata dal Corriere della Sera il 14 agosto, l'ex leader dell'FPLP Bassam Abu Sharif (foto accanto), tra le altre cose, affronta la questione sollevata da Carlos in una sua intervista recente all'ANSA (leggi post) secondo la quale un "commando" di agenti del SISMI molto vicini ad Aldo Moro erano pronti a liberare, con un blitz, brigatisti in carcere per condurli a Beirut dove un aereo con, tra gli altri, il Col. Giovannone, li avrebbe trasportati in uno stato pronto ad accoglierli.
Il clamoroso blitz fallì a causa di unimprudenza proprio di Bassam Abu Sharif. Almeno secondo la versione di Carlos.

Leggiamo cosa ha dichiarato l'ex leader dell'FPLP al Corriere.

Ancora Carlos ha raccontato all'Ansa che l'ultimo tentativo del Sismi per salvare Moro è saltato per una sua «imprudenza » . Ci sarebbe stato un accordo per scarcerare alcuni brigatisti e portarli a Beirut.
«Avrei potuto salvare Moro. Nessuna imprudenza. Ho chiamato un numero, ho lasciato un messaggio dopo l'altro. Nessuna risposta. Davvero strano: una linea speciale e nessuno risponde ».

Qual è stato il ruolo del Fronte popolare nella trattativa con le Brigate Rosse?
«E' complicato. Posso dire che eravamo pronti a fare quello che veniva richiesto »

Quindi l'imprudenza di Bassam Abu Sharif sarebbe stata quella di telefonare ad un numero speciale per lasciare dei messaggi ma nessuno ha risposto? Quindi qualcuno era a conoscenza dell'operazione ma boicottò il canale di comunicazione...

La mia impressione è che vi fosse davvero una trattativa molto riservata (se era stata attivata una linea speciale) che coinvolgeva le forze palestinesi "amiche" di Moro e che la trattativa fosse ad ottimo punto. Tanto che il messaggio di cui parla Bassam Abu Sharif forse rappresentava l'ok definitivo per il via all'operazione. Ma qualcuno, evidentemente, non lo fece arrivare a destinazione.

La cosa che colpisce in queste poche righe è che Sharif non smentisce la vicenda del blitz (e non mi sembra poco!) e, soprattutto, che forze interne allo Stato e nemiche di Moro siano riuscite a bloccare anche questa possibilità per giungere alla liberazione del Presidente democristiano.
Come già erano riusciti a fare per la trattativa socialista, i tentativi di Cazora, la mediazione proposta dal Vaticano.

Ufficialmente, certo, non si poteva far nulla perchè equivaleva a dare alle BR quel riconoscimento politico che avrebbe mandato in rovina lo Stato (?). Ma non veniteci più a raccontare, per favore, che "non si poteva cedere al ricatto brigatista" quando in realtà se energie non sono state spese per cercare la prigione o per tentare strade umanitarie per salvare la vita a Moro molte, invece, ne sono state adoperate per bloccare ogni tentativo, anche minimo, in grado di aprire qualche crepa sul masso che era stato già posto, a scanso di equivoci, sul sepolcro di Moro prima ancora che i suoi assassini materiali arrivassero alla decisione di ucciderlo.