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Lettera aperta a Giovanni
Pellegrino Caro Presidente Giovanni Pellegrino, Le scrivo per ringraziarLa delle belle parole che ha avuto modo di dedicare al mio lavoro sia in occasione della prefazione del testo sia per aver confermato il suo giudizio positivo nella dichiarazione rilasciata al giornalista Felice Blasi del Corriere del Mezzogiorno. Tuttavia mi preme portare all'attenzione una considerazione importante sul motivo della presenza in più punti di informazioni e considerazioni aggiuntive su quanto già emerso sulla vicenda Moro. Tutto ciò che di nuovo aggiungo nel corso del testo, è frutto esclusivo delle mie analisi e non è ascrivibile a contatti ed accertamenti diretti con i protagonisti della vicenda. E' chiaro che ho
ascoltato alcuni tra gli ex militanti delle BR e di altre organizzazioni
extra parlamentari (che tra l'altro cito anche nei ringraziamenti) ma da
loro ho sempre e solamente cercato spunti di discussione sulle mie analisi.
Pertanto tutto ciò che riporto all'interno del testo è il risultato della
verifica incrociata di decine di migliaia di pagine e di centinaia di ore di
registrazioni audio di sedute della Commissione Stragi, interviste, convegni
e trasmissioni televisive. Sarei curioso di
conoscere in quali punti Lei individua delle informazioni aggiuntive che
avrebbero potuto provenire dalla sola acquisizione diretta e non da analisi
di carattere personale. Non vorrei, involontariamente, aver toccato delle
questioni riservate (e non rese pubbliche dalla Commissione Stragi) delle
quali il Presidente è al corrente ma sulle quali nulla di ufficiale si può
ancora dire. La mia non è stata un'inchiesta in quanto non sono nè un investigatore nè un giornalista. E' solo il tentativo, di un appassionato, di fornire un quadro completo e chiaro a chi vuole approfondire la conoscenza del caso Moro. Per questo il mio obiettivo non è quello di fornire le risposte ai "quesiti irrisolti" ma far si che, attraverso le domande e le analisi condotte, il lettore possa farsi carico della tragedia per viverla come "problema di tutti". Dando anche gli strumenti online per favorire l'interazione tra i lettori e la crescita delle discussioni. Sarebbero altri a doverci dare ancora delle risposte e di questo parlo in maniera aperta sia nel libro, sia nell'intervista al Corriere sia in occasione delle precedenti (e future) presentazioni del mio lavoro. Questa lettera, dunque, solo per precisare che il sottoscritto non è in possesso di alcuna informazione sensibile o riservata e che il mio tentativo di fare delle analisi oltre la conoscenza dei fatti accertati è finalizzata esclusivamente a fornire al lettore un quadro più preciso ed organico della vicenda Moro. Cordialmente Manlio Castronuovo
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