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Data news: 29/07/2010
Argomento: News
Titolo: Strage Bologna: per Mastelloni c'è anche una pista USA
STRAGE BOLOGNA: MASTELLONI, C'E' ANCHE UNA PISTA USA -CARLOS NON CREDIBILE. NO A PISTA LIBICA, LEGAME USTICA-BOLOGNA
(di Paolo Cucchiarelli)
Carlo Mastelloni, giudice a Venezia,
ha per primo scoperto Gladio, e' entrato per primo negli archivi
segreti del Viminale, ha attraversato con le sue inchieste tutto
lo spettro del terrorismo e soprattutto ha, nel lontano 1986,
scoperto l'esistenza del ''lodo Moro'', l'accordo
politico-diplomatico segreto che garantiva ai gruppi
palestinesi, Fplp compreso (ala marxista), di godere di un
''occhio di riguardo'' in Italia, trasporto di esplosivo
compreso.
Sulla strage di Bologna e sui legami con quella di Ustica il
giudice non ha dubbi: ''sono sicuramente collegate. Siccome non
credo alle coincidenze - dice il magistrato all'ANSA - penso che
con l'esplosione di Bologna si sia voluto energicamente far
avvertire qualificati ambienti italiani legati ai libici di
finirla di fare i gendarmi occulti di Gheddafi nel Mediterraneo,
di smetterla con l'altro lodo, 'il lodo Gheddafi', un protocollo
segreto costruito dai nostri politici e militari nel 1970,
subito dopo la presa di potere dell' ufficiale''.
E il terrorista Carlos, le sue allusioni, i suoi messaggi in
cifra rispetto ad una responsabilità effettiva degli Usa e degli
israeliani nella strage alla stazione?
''La pista americana - dice Mastelloni - prescinde da Carlos
che è inattendibile, prigioniero e ostaggio come è dei
francesi,dei loro servizi di sicurezza e della sua vanità''.
Mastelloni ha un'altra certezza, senza tentennamenti: non
esiste una pista libica per la strage di Bologna.''E poi... non
siamo sempre stati accusati di essere filolibici ? E' una pista
assolutamente priva di riscontri''.
Il ''lodo Moro'' e' un cassetto ampiamente esplorato dal
giudice veneziano. ''Si trattò - spiega - di un complesso
'pacchetto'. Sono pochi quelli che hanno approfondito i legami
tra Carlos, venezuelano, e i palestinesi. Sono pochissimi quelli
che conoscono la valenza anche operativa di Wadi Haddad e dell'
Fplp nel terrorismo internazionale. Carlos, oggi, non è
credibile. Dire al contempo che sia estraneo alla strage di
Bologna non significa però che Carlos non conoscesse la città.
Probabilmente c'era stato perché teneva i contatti con gli
studenti palestinesi che li' risiedevano di Fplp, compreso l'
Abu Saleh Anzeh. Ma quei contatti sono stati tenuti prima degli
anni Ottanta, e quindi prima della strage di Bologna, e, secondo
me, sono cessati dopo l' espulsione di Carlos, quindi anche
molto prima del 1979, data dell'arresto di Anzeh per il concorso
nel trasporto dei due missili di Ortona''.
Molti indicano proprio nella vicenda dei missili Strela
sequestrati agli autonomi in Ortona alla fine del 1979 un
elemento idoneo a innescare da parte del Fplp una reazione
contro l'Italia qualora non fosse stato liberato il palestinese
arrestato con degli autonomi e se non fossero stati restituiti i
due missili. La relazione è stata identificata proprio nella
strage di Bologna.
''Nel 1979 Carlos già era stato espulso da ben tre anni da
George Habbasch e non era piu a capo della cellula estera dell'
Fplp competente per le Operazioni speciali - dice Mastelloni -
gestiva ormai solo la struttura Separat, una forza residua,
composta da quasi tutti i contatti, anche tedeschi, di Wadi
Haddad: Separat non era che una banda armata che girava' per l'
Europa. Penso che nel 1979 quei due missili fossero gestiti solo
e soltanto da George Habbasch. Erano in uscita, forse diretti in
Svizzera per un' azione. A Ginevra si doveva tenere una
importante conferenza per l' ambiente. Era previsto l'arrivo di
Kissinger, vecchio obiettivo dell'ala antisionista di Fplp. E'
piu' che possibile che il Mossad, appresa la notizia del
transito, l'abbia passata ai carabinieri del Sismi e questi alla
territoriale''.
''Con quegli arresti della fine del 1979 e con la linea Dalla
Chiesa in corso, in pieno terrorismo brigatista - aggiunge il
magistrato - il lodo Moro si era ormai consumato. Lo stesso
Moro, prigioniero delle Br, lo evocò chiedendo esplicitamente
l'attivazione di Giovannone per la propria liberazione. Ma a
fine '79, epoca dell'arresto di Pifano per i missili di Ortona,
Moro non c'era piu .Era rimasta solo la sua controfigura: il
colonnello Giovannone. Poca cosa senza il suo storico garante
politico. Habbasch, dopo l'arresto degli autonomi, credeva che
il lodo fosse ancora in piedi e pretese addirittura la
restituzione dei missili sequestrati. Cossiga, Ministro
dell'Interno, fece convocare in piena notte dal suo capo di
Gabinetto il generale Santovito, direttore del Sismi,e il
colonnello Sportelli e dal primo apprese i termini del vecchio
protocollo. Per il silenzio mantenuto sul punto fino al momento
degli arresti, Santovito rischiò di essere defenestrato dal
Ministro''.
Fonte ANSA
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