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Data news: 22/06/2010
Argomento:
News
Titolo: Ustica: dati falsati da guerra elettronica


USTICA:PERITO,IL SEGRETO? DATI FALSATI DA GUERRA ELETTRONICA CI SONO TRACCE DECISIVE CHE DIMOSTRANO UN VOLUTO INGANNO A RADAR
(di Paolo Cucchiarelli)
«Guerra elettronica: ecco perch‚, pur tra tante certezze, comprese le visibili tracce dei missili lasciate sul Dc9, su Ustica sembra esserci l'oscurità; ma non è cos». Luigi Di Stefanè stato per molti anni il perito di parte civile della compagnia Itavia, quella del Dc 9 caduto 30 anni fa. Ha scritto due libri, conosce a menadito le carte, ha 'vistò tra i primi le tracce dei missili che colpirono l'aereo. Ora ne parla, intervistato dall'ANSA a trent'anni dal disastro e mentre la procura di Roma riapre il caso, con rogatorie in Francia e Stati Uniti. -
D. Oggi che in tanti attribuiscono proprio ad un attacco missilistico questo episodio lei sarà contento? -
R. No, quando nel '95 indicai sul relitto i varchi lasciati da due missili - il primo sicuro grazie ai riscontri e il secondo probabile - mi presi parecchi insulti, l'ipotesi non fu accettata e restammo sospesi fra le varie congetture. Adesso si vuole indicare addirittura chi lo ha lanciato. Bisogna trovare prima il buco della revolverata, poi l'arma del delitto e infine l'omicida. Altrimenti sono parole al vento. -
D. Lei parla di 'riscontri'. -
R. Certamente. Il dato di fatto è l'enorme squarcio sul lato sinistro della fusoliera, subito dietro alla cabina di pilotaggio. Il primo riscontro è la presenza di un velivolo sconosciuto in posizione e tempi tali da poter lanciare il missile. Il secondo riscontro sono le 13 salme e arredi trovati in mare a circa 20 km a nord del punto di impatto del DC9 in mare. Sono usciti da quel varco a 7.500 metri di quota. Quindi è stato possibile determinare il punto di scoppio della testata e la traiettoria delle schegge, i cui segni inequivocabili stanno esattamente dove sono andato a cercarli. -
D. La sua ipotesi di «guerra elettronica» è stata severamente contestata. -
R. Dall'analisi dei dati radar io riconosco l'aggressore che si maschera con una classica azione di guerra elettronica. Depurando la traccia dall'inganno elettronico diventa un aereo che vola a circa 300 metri dal secondo, e ritorna l'angolo di salita del missile con quello che trovo sul relitto. Mi è stato contestato che gli apparati da guerra elettronica non sono trasportabili in volo. A parte la smisurata letteratura tecnica che dimostra il contrario, non si capirebbe che se li comprano a fare se poi devono lasciarli per terra. È ridicolo. -
D. Si ripropone l'ipotesi di un tentativo di abbattere Gheddafi. Che idea si è fatta. -
R. È dal 1989 che se ne parla, prima erano gli americani, ora i francesi. Non esiste nessuna traccia radar assimilabile, neanche lontanamente, a un volo su cui fosse il leader libico. Su nessuna stazione radar, civile o militare. Nell'89 si indicò un volo «che vira su Malta» tranne poi verificare che era un volo civile Aereoflot da Brazzaville a Budapest. Anche l'ipotesi del velivolo (Mig o chissà che) nascosto sotto il DC9 non si regge. Già sulla Toscana I-TIGI (il volo Bologna-Palermo caduto su Ustica, ndr) vola di conserva con un altro DC9 della stessa compagnia («ho in vista il collega», dice il comandante alla radio). Per quattro volte I-TIGI vola a portata visiva di altri aerei civili, e nessuno vede questo aereo nascosto sotto. Se un pilota civile vede appena un caccia militare è tenuto a fare rapporto di 'mancata collisione'. Figurarsi se ne vede uno che vola nell'aereovia civile pericolosamente vicino a un aereo passeggeri. -
D. E allora? -
R. Quello che è successo la notte di Ustica lo sapranno i nostri pronipoti quando qualche Stato straniero renderà pubblici gli archivi, magari nel prossimo secolo. Nel frattempo, Ustica rimane il più grande segreto dell'aviazione di tutti i tempi.