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Data news: 22/06/2010
Argomento:
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Titolo: Ustica: rogatorie a Francia e USA. Francesi pronti a collaborare.


Notizie sul traffico aereo militare nello spazio al largo di Ustica, la sera del 27 giugno 1980, quando un Dc9 dell'Itavia con 81 persone a bordo si inabissò. È quanto chiesto a Francia e Stati Uniti, alla vigilia del trentesimo anniversario dal disastro, dalla procura di Roma, titolare dell'inchiesta giudiziaria, con apposite rogatorie internazionali. Si tratta dell'ultimo passo degli inquirenti su quello rimane uno dei misteri dell'Italia contemporanea. I pm Maria Monteleone ed Erminio Amelio, magistrati che indagano sulla vicenda, hanno sollecitato una serie di risposte per riscontrare elementi testimoniali relativi al traffico aereo militare di quella sera nello spazio aereo attraversato dal velivolo partito da Bologna e diretto a Palermo. E non mancano auspici positivi in procura. Non a caso, oggi la Francia ha fatto sapere che è pronta a «cooperare pienamente» sul disastro aereo di Ustica non appena ricever… una richiesta ufficiale da parte dell'Italia, ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero. «Noi - ha affermato Valero - non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che Š stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un'inchiesta. Non appena le autorit… italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l'Italia, come abbiamo gi… fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda». A 30 anni dal disastro la cortina di omertà che ha scandito l'accertamento della verità potrebbe gradualmente sgretolarsi. Segnali positivi sono già arrivati dalla Nato, la quale, rispondendo ad analoghe rogatorie, qualche dato, per ora non sufficiente a ricostruire la dinamica dei fatti, l'ha fornito. Non altrettanto ha fatto la Libia, secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, che pure è stata interpellata dai magistrati romani. Per i pm Monteleone e Amelio un fatto è certo ed emerge dai dati radar acquisiti: ossia la presenza di aerei militari nelle vicinanze del Dc9, così come indicato dalla corte di assise di Roma nella sentenza di assoluzione dei generali dell'Aeronautica finiti sotto processo. Da qui l'avvio di una nuova indagine e l'audizione di nuovi testimoni. Come l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale ha detto di sapere che «c'era un aereo francese che si mise sotto il Dc 9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio» e che i «i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi; oppure come Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, che ha parlato di un ruolo di copertura della vicenda voluto dai servizi segreti. Nel 1999, dopo nove anni di istruttoria, il giudice Rosario Priore, all'epoca titolare degli accertamenti, concluse l'inchiesta sostenendo che il Dc9 fu »vittima di un'azione militare di intercettamento messa in atto, verosimilmente, nei confronti dell'aereo che era nascosto sotto di esso«.

FRANCIA: PRONTI A COOPERARE SE ITALIA INVIA ROGATORIA VICINI A FAMIGLIE; CAPIAMO VOLONTÀ DI FAR LUCE SU TRAGEDIA
La Francia è pronta a «cooperare pienamente» sul disastro aereo di Ustica non appena riceverà una richiesta ufficiale da parte dell'Italia. Lo ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, rispondendo a una domanda dell'ANSA in merito alle accuse che parlano di una responsabilità francese nella tragedia del Dc9 dell'Itavia che trent'anni fa, il 27 giugno del 1980, causò la morte delle 81 persone a bordo. «Noi - ha affermato Valero - non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che è stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un'inchiesta. Non appena le autorità italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l'Italia, come abbiamo già fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda». «Nell'anniversario della tragedia - conclude il portavoce del Quai d'Orsay - il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e a tutti i loro cari: siamo con loro e comprendiamo la loro volontà di far luce sulle circostanze di ciò che è accaduto». Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha affermato di aver saputo a suo tempo che il missile che abbattè l'aereo dell'Itavia era francese.
Fonte ANSA