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Data news: 09/05/2010
Argomento:
News
Titolo: Moro: secondo Giorgio Galli nessun complotto


«Aldo Moro non fu rapito perchè volesse portare i comunisti al governo, ma per autonoma iniziativa delle Brigate Rosse». Giorgio Galli, studioso di storia politica e degli anni del terrorismo in Italia, respinge dietrologie e tesi «complottistiche» dietro il rapimento e l'assassinio del leader Dc. «Moro - ha detto oggi a San Benedetto del Tronto, nell'incontro pubblico che ha preceduto l'intitolazione di un piazzale allo statista - non fu eliminato da un complotto tra Br, P2, servizi italiani e americani». Secondo Galli «le Br volevano essere legittimate come soggetto politico e guidare una rivoluzione in Italia. Per questo la linea della fermezza fu quella giusta».
La sconfitta delle Brigate rosse «fu dovuta ad un'altra azione brigatista, il rapimento del generale americano Dozier a fine 1981, che generò la reazione degli Stati Uniti e il 'rientro nei ranghì dei servizi segreti italiani». Secondo Galli, «l'intento delle Br di guidare una rivoluzione in Italia era illusorio. Ma se il loro disegno era chiaro, hanno invece generato ombre e misteri i soggetti che hanno operato attorno a quell'organizzazione». Quanto ai 55 giorni della prigionia, Galli è convinto che Moro «non fu tenuto prigioniero in un unico nascondiglio, nè costretto in condizioni di immobilità». L'Italia sarebbe stata diversa, se lo statista, «dopo De Gasperi il politico più lucido della Dc» non fosse stato eliminato. «Aveva previsto entro dieci anni dal '78 l'affermarsi del bipolarismo nella politica italiana, con un Pci sempre più socialdemocratico». L'elettorato attendeva riforme «che non arrivarono, tranne i referendum su divorzio e aborto, lasciando immutati vari problemi, compreso il sistema fiscale, che era e resta uno dei peggiori d'Europa».
Fonte ANSA