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Data news: 24/02/2010
Argomento:
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Titolo: Pool sugli anni di piombo: Alfano chiede coordinamento inchieste


Un coordinamento unico delle inchieste sugli episodi di terrorismo rimasti senza colpevoli: è quanto chiederà il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al Procuratore e al Presidente del Tribunale di Roma. Lo ha fatto sapere il ministro dopo l' incontro con il sindaco di Roma Gianni Alemanno e una delegazione di famigliari delle vittime del terrorismo. «Per cogliere questa occasione straordinaria, in cui la richiesta di verità è stata espressa con la dignità che le compete, scevra da intenti di rivalsa o di vendetta, oggi stesso chiederò un incontro al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, e al Presidente del Tribunale, Paolo De Fiore, per riferire loro quanto detto stamattina.
Questa grande partita di verità vede uno Stato inteso come alleato e una squadra, composta da maggioranza e opposizione, da governi e cittadini di ieri, di oggi e di domani, all'interno della quale anche i magistrati svolgono un ruolo essenziale». Alfano ha sottolineato che ai vertici degli uffici giudiziari di Roma chiederà «nelle modalità consentite dalla legge, un coordinamento tra le inchieste in corso nella visione di un'unità funzionale, poichè si tratta di casi che hanno un'unità storica, cronologica e politica tale da giustificare l'unità processuale. Rivedendo le carte e investendo energie e risorse supplementari confidiamo di riscrivere stralci di storia che hanno visto coinvolti ragazzi in circuiti di violenza, da condannare al di là di ogni appartenenza politica o ideologia».

Fonte ANSA

ZINGARETTI, NON FAR CADERE ANNI DI PIOMBO NEL DIMENTICATOIO
«Credo che un Paese che si fonda sui principi della democrazia e dellalibertà come l'Italia non possa permettersi lo scandalo difarcadere nel dimenticatoio le vittime diomicidi ed episodi di violenza come quelli avvenuti nella Capitale negli anni dipiombo eche hanno segnato il cuore e la memoria della nostra città». Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «L'iniziativa bipartisan di questa mattina rappresenta quindi il modo migliore e insieme più costruttivoper allontanare con forza questa possibilità eperconsegnare finalmente alle famiglie delle vittimele risposte che cercano e soprattutto i responsabili», aggiunge Zingaretti, riferendosi all'incontro al Ministero di Giustizia con il Guardasigilli Angelino Alfano a cui ha partecipato, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, una delegazione di famigliari delle vittime della violenza politica a Roma i cui casi sono a tutt'oggi irrisolti. «Su questi argomenti -conclude Zingaretti- non possonoesistere idee diverse, ma ci può e deve essere una linea comune: quella di contrastare ogni forma di violenza per far emergere la verità».
Fonte ADNKronos

LE 19 VITTIME CHE ATTENDONO GIUSTIZIA
Sono 19 i casi di omicidi politici durante gli anni di piombo a Roma per i quali il ministro Alfano, su iniziativa del sindaco Gianni Alemanno, chiederà alla Procura di Roma un pool di magistrati per indagini specifiche: si tratta di 11 vittime militanti di destra, e 6 di sinistra e due morti perchè vittime di uno scambio di persona. Questi i nomi delle vittime di destra: Mario Zicchieri, militante dell'Msi ucciso il 29 ottobre 1975 dalle Brigate rosse; Luciano Mancia, attivista Msi, ucciso il 12 marzo 1980 dai Compagni organizzati in volante rossa; Francesco Cecchi, militante nel Fronte della Gioventù, morto il 16 giugno 1979 dopo essere stato in coma per 19 giorni perchè ferito da tre uomini; Stefano e Virgilio Mattei, i figli del segretario della sezione Msi di Primavalle morti nell'incendio della loro abitazione il 16 aprile 1973; Angelo Pistolesi, attivista missino, morto il 28 dicembre 1977 con una scarica di proiettili per mano dei Nuovi Partigiani; Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti e Stefano Ricchioni militanti missini morti il 7 gennaio del 1978 nella strage di Acca Larentia a nome dei Nuclei armati di potere territoriale; Stefano Cecchetti, del Fronte della gioventù, ucciso il 10 gennaio 1979 a colpi di pistola dai Compagni organizzati per il comunismo; Paolo Di Nella, membro del Fronte della Gioventù ucciso con una sprangata in testa mentre affiggeva manifesti nel 1983. Questi i nomi delle vittime di sinistra: Valerio Verbano, il giovane di sinistra ucciso davanti ai genitori nella sua casa, il 22 febbraio 1980 in via Montebianco a Roma; Walter Rossi, militante comunista di Lotta Continua ucciso da un proiettile alla nuca il 30 settembre 1977 mentre partecipava a un volantinaggio antifascista; Piero Bruno, militante di Lotta Continua, ucciso il 22 novembre 1975 dai carabinieri; Ivo Zini, simpatizzante comunista, ucciso dai Nar il 28 settembre 1978; Giorgiana Masi, studentessa uccisa il 12 maggio 1977 da un proiettile mentre partecipava a una manifestazione di radicali; Auro Bruni, ucciso al centro sociale Circuito il 19 maggio 1991 prima a sprangate, il cadavere è stato poi incendiato da un gruppo di giovani neonazisti.
Per scambio di persona sono morti inoltre Luigi Allegretti, cuoco, il 10 marzo 1979 al posto del missino Gianfranco Rosci, e Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero, ucciso dai Nar che pensavano di aver colpito Michele Concina dello stesso quotidiano.

Fonte ANSA