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Data news: 18/11/2009
Argomento:
News
Titolo: Agnese Moro: eversione di oggi è diversa da quella passata


TERRORISMO: AGNESE MORO, ADESSO DIVERSO DA QUELLO CONOSCIUTO (ANSA) - CATANZARO, 18 NOV - «Bisognerebbe andare a vedere in maniera più profonda di chi si tratta ed allora riusciremmo a capire se si sta per ricreare qualcosa di tragico oppure di tragico ma episodico; se c'è un disegno o se sono 'cani sciolti'. Credo che questo, purtroppo, al momento nessuno lo sappia». A dirlo è stata Agnese Moro, figlia dello statista della Dc sequestrato ed ucciso nel 1978 dalle brigate rosse, in merito al rinnovato allarme sul terrorismo lanciato in questi giorni dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Non sono un'esperta del settore - ha detto Agnese Moro, stasera a Catanzaro per partecipare ad un dibattito sul terrorismo - ma l'impressione è che sia comunque una cosa diversa. Credo che non abbiamo mai indagato sino in fondo su cosa è il terrorismo come fenomeno sociale». Parlando del terrorismo degli anni '70-'80, la figlia di Aldo Moro ha evidenziato che «è riuscito a fermare quel tipo di democrazia che mio padre chiamava la 'democrazia del valore umanò. Siamo sempre in democrazia, ma è una democrazia più degli interessi. Quel di più, quel valore umano che è nella nostra Costituzione, si è un pochino perso. Oggi il fenomeno si ripropone. Purtroppo non abbiamo lavorato abbastanza sul fatto che la violenza non porta a niente». Agnese Moro si è anche detta convinta che sia necessario un dialogo collettivo per superare gli «anni di piombo». «C'è - ha sottolineato - un presupposto quasi indispensabile: la verità. Noi di troppe cose non sappiamo la verità. Sono passati tanti anni da quel tipo di terrorismo. Forse è venuto il momento, non dico con serenità perchè sono argomenti troppo drammatici, di cercare davvero di mettere le carte in tavola per capire quale è stato il senso di quella stagione. Per me sarebbe bello se i terroristi di allora fossero in grado di dire non che hanno perso ma che hanno sbagliato». A 31 anni dalla morte del padre, Agnese lo ricorda come «una persona molto gentile, un padre molto affettuoso. Dopo tanti anni, l'immagine che più ho di lui è quest'uomo che lavora tutta la giornata torna a casa tardi e dopo averci dato la buonanotte continua a lavorare. Mi fa tantissima tenerezza questo suo impegno senza confini. Non credo che i giorni nostri sarebbero stati così se lui fosse vissuto».
Fonte ANSA