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News
Data news: 05/11/2009
Argomento: News
Titolo: Fonti alla Commissione Ecomafie conferma tutto
Dopo una lunga e complessa serie di malattie e dopo aver parlato della vicenda del traffico di rifiuti e delle ''navi dei veleni'' quando era ad un passo dalla morte Francesco Fonti e' pronto ad ''andare fino in fondo, fino all'ultimo''. Il pentito della 'ndrangheta ascoltato riservatamente dalla commissione Ecomafie ha fornito, a quanto si apprende, molti riscontri importanti. Fonti ha detto di essere ben cosciente di essere stato condannato a morte dalla 'ndrangheta per le sue rivelazioni fatte quanto considerava al capolinea la sua vita. Oggi pero' Fonti ha fornito elementi, spiegato e anche ritrattato alcuni elementi gia' forniti alla magistratura come ad esempio una ricostruzione, fatta sulla base di una vecchia cartina del primo interramento di rifiuti nucleari che provenivano dalla centrale Enea di Rotondella, in Basilicata. Un interramento che Fonti colloca vicino ad un torrente e non vicino ai fiumi Basento e Vella. Il pentito ha confermato che il suo ''ingresso'' nel mondo dello smaltimento illegale e' avvenuto nell'87 con i 500 fusti andati in Somalia e i 100 interrati in Basilicata. Nel 1992 Fonti gesti' 1000 bidoni che venivano da Latina e che il traffico gravitava verso la Somalia. C''e' stata anche una ricostruzione molto dettagliata dei contatti avuti a suo tempo con Ciriaco De Mita (che ha annunciato una querela a Fonti), fornendo dettagli dei colloqio avvenuti anche nell'attico romano. Conferma anche sul fatto di aver direttamente partecipato all'affondamento di tre navi di cui non conosce direttamente l'identita'. Fonti ha detto di essere ''molto preoccupato per le sue affermazioni fatte sul coinvolgimento dei servizi segreti nella vicenda. La 'ndrangheta mi ha condannato a morte - hanno riferito alcuni commissari - e entro 21 anni le sentenze vengono sempre eseguite. Ho parlato delle navi perche' pensavo di morire. Io so di aver poco da campare ma andro' avanti fino in fondo. Fonti ha anche confermato quanto gia' detto in passato sulla vicenda Moro e cioe' di essere venuto a Roma e di aver saputo che molti sapevano che il Presidente della Dc era segregato in via Gradoli. Fonti ha dato la sua piena disponibilita' a collaborare con la commissione d'inchiesta che ora verifichera' le molte affermazioni fatte dal pentito sui singoli aspetti della vicenda.
Fonte ANSA
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