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News
Data news: 09/11/2009
Argomento: News
Titolo: Caso Battisti: Ormanni si reca in Brasile. Decisione attesa per giovedi
Italo Ormanni, capo del Dipartimento degli affari di giustizia del ministero guidato da Angelino Alfano, partirà domani alla volta di Brasilia dove giovedì prossimo è attesa la decisione del Supremo Tribunal Federal (la Corte Costituzionale brasiliana, Stf) sul ricorso italiano per chiedere l'estradizione dell'ex leader dei Pac Cesare Battisti. La linea che l'inviato di Alfano adotterà d'intesa con il legale scelto dall'Italia, l'avvocato Nabor Bulhoes, sarà quella di opporsi alla partecipazione al voto del nuovo giudice del Stf, Josè Antonio Toffoli. Dopo aver letto e approfondito quanto previsto dal regolamento della Corte costituzionale brasiliana, Ormanni e i legali dell'Italia sono dell'idea che Toffoli dovrebbe astenersi su caso Battisti in quanto il voto sarebbe precluso ai componenti del Stf non presenti all'udienza in cui il giudice relatore ha illustrato il caso. Toffoli, nominato giudice del Stf dal presidente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva, potrebbe infatti esprimersi contro l'estradizione di Battisti, ribaltando così la maggioranza favorevole che si era andata creando all'inizio dello scorso settembre, quando il giudizio della Corte costituzionale brasiliana era stato sospeso prima che potessero esprimersi gli ultimi due giudici. Se gli sarà consentito di parlare in aula, Ormanni ribadirà un'assicurazione già fornita dal precedente governo italiano al Brasile, e cioè che seppure Battisti debba scontare l'ergastolo per quattro delitti commessi tra il '78 e il '79 questo non significa che passerà in una cella italiana il resto dei suoi giorni. E questo perchè, come è già accaduto ad altri terroristi di matrice rossa o nera condannati all'ergastolo, in Italia il cosiddetto carcere a vita è «un fatto formale», dato che dopo 26 anni anche gli ergastolani possono ottenere la libertà vigilata, lavorando fuori dal carcere durante il giorno. Un'assicurazione, questa, che in un certo senso andrebbe incontro alla richiesta che lo scorso settembre fu avanzata dal giudice relatore Cesar Peluzo della Corte costituzionale brasiliana affinchè la pena inflitta in contumacia all'ex leader dei Pac fosse commutata dall'ergastolo (non previsto dall'ordinamento brasiliano) a 30 anni di carcere.
Il nuovo giudice della Corte suprema Supremo Tribunale Federal (Stf), Josè Antonio Toffoli ha indicato che, giovedì prossimo, nel corso della riunione dell'organismo, esprimerà il suo voto in merito al ricorso italiano per chiedere l'estradizione di Cesare Battisti. Lo sostiene oggi l'edizione on line del quotidiano 'Folha de Sao Paulò, che riporta affermazioni in tal senso dell'editorialista di Band News Fm, Monica Bergamo. Secondo la giornalista, il nuovo giudice «sta subendo una forte pressione sia perchè dichiari di non potersi pronunciare e sia che esprima il suo voto, che si presume favorevole a Battisti». Bergamo, segnala in proposito che alcuni deputati del Pt (Partito dei lavoratori) si sono riuniti con Toffoli per chiedergli di votare contro l'estradizione dell'ex terrorista italiano e che «il nuovo giudice ha dato loro alcuni indizi che potrebbe pronunciarsi» in tal senso. Qualora il nuovo giudice votasse a favore di Battisti, sottolinea la giornalista, si arriverebbe ad un pareggio poichè, mentre già quattro membri dell'Stf si sono espressi per l'estradizione e tre contro, è presumibile che giovedì il presidente dell'organismo Gilmar Mendes si allinei ai primi ed un altro membro, Marco Aurelio Mello ai secondi. In questo caso, ricorda Monica Bergamo, ne sarebbe beneficiato l«ex terrorista che resterebbe in Brasile. La giornalista, comunque, afferma anche che gli indizi dati da Toffoli »potrebbero non significare nulla«, come ha dimostrato in un caso precedente sempre nell'ambito dell'Stf, in cui ha garantito ad alcune persone che avrebbe fatto una cosa e poi non l'ha fatta.
Fonte ANSA
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