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News
Data news: 05/11/2009
Argomento: News
Titolo: Stefania Craxi offesa dal libro di Benedetta Tobagi
"IMMAGINE FALSA E DIFFAMATORIA DI MIO PADRE"
«Il libro di Benedetta Tobagi mi ha profondamente offesa. Il Craxi cinico e codardo, speculatore dei sentimenti di amicizia e di fraternità che lei dipinge non esiste, è un'immagine falsa e diffamatoria». Inizia così la lettera di Stefania Craxi pubblicata oggi dal 'Corriere della Serà, di cui una sintesi è stata diffusa con un comunicato. Stefania Craxi ricorda il duro conflitto di Bettino Craxi «con i giudici milanesi che hanno messo in libertà gli assassini di Tobagi e non vogliono sentir parlare di mandanti, che hanno preso per autentico il complesso volantino che ha accompagnato l'esecuzione, certamente non opera di Barbone, Marano, o Morandini. Sembra tutto chiaro -prosegue- ma non per Benedetta. Non ha una parola di rimprovero per i giudici che hanno aperto la porta agli assassini di suo padre. Lei è rimasta a cullare 'la bambina che mi porto dentrò, e su quelle sensazioni costruisce i suoi arzigogoli». Il sottosegretario agli Esteri ricorda poi «un'altra farneticazione della nostra autrice: il ritrovamento, nell'archivio Gelli, di una copia del volantino di rivendicazione dell'assassinio (un fatto noto alla magistratura che non gli dà alcun seguito) la induce a formulare un sospetto infamante: che il dito puntato da Di Bella all'interno del 'Corrierè, e le polemiche di Craxi e dei socialisti sui mandanti dell'omicidio, siano dirette a coprire i veri istigatori del delitto, Gelli e la P2, per screditare il 'soviet' redazionale che comandava nel giornale».
«È un sospetto -spiega Craxi nella lettera al 'Corrierè- che Benedetta Tobagi non ha il diritto di formulare. L'unica sua giustificazione è la sofferenza. La sua incapacità di uscire dal ruolo di figlia, il suo smarrimento di fronte a Mario Marano, l'uomo che con Barbone ha sparato (il colloquio finisce con Benedetta che vomita), la confessione di stare 'male, fisicamentè per i pensieri che la sconvolgono senza approdare a nulla, indicano un quadro psichico particolare. »Quando incontra per caso all'Università un giovane che somiglia in modo impressionante a Marco Barbone, ed immagina che sia suo figlio, si strugge perchè il figlio di un assassino non sia devastato come lei e confessa: 'una tentazione, forse la più orribile che mi abbia attraversato il cervello: li cercherò, parlerò con loro, gli scaricherò addosso il mio dolore per trascinarli con me nell'abisso del nonsenso, confesso che ho immaginato di tuttò«. »Rispetto la sofferenza di Benedetta Tobagi -conclude Stefania Craxi- ma questo non le dà il diritto di spacciare per verità le sue allucinazioni«.
Fonte Adnkronos
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