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Data news: 28/07/2009
Argomento:
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Titolo: BR: per il 'Riesame' chiara volontà di riprendere la lotta armata


«Emerge indiscutibilmente l'intento di riprendere la lotta armata contro lo Stato, i suoi poteri, i suoi uomini, le sue articolazioni, nel solco politico-strategico tracciato dalle Brigate Rosse, con l'esplicito quanto ambizioso 'recupero' di tale denominazione». Questo uno dei passaggi delle 30 pagine delle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame di Roma (presidente Vincenzo Capozza) ha confermato lo scorso 30 giugno la custodia cautelare in carcere per tre dei cinque presunti terroristi arrestati l'11 giugno scorso che avevano impugnato l'ordinanza di custodia cautelare: si tratta di Luigi Fallico, 57 anni, già vicino alle vecchie Br e ritenuto il leader del gruppo, Bruno Bellomonte, esponente dell' indipendentismo sardo, 60 anni, Bernardino Vincenzi, 38 anni. Nell'inchiesta sono coinvolti anche Vincenzo Bucciarelli (ai domiciliari per motivi di età) e Riccardo Porcile (detenuto); questi ultimi hanno rinunciato al Riesame. Gli indagati, a seconda delle posizioni, sono accusati dal procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, e dal pm Erminio Amelio di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo, banda armata e detenzione di armi. Tra le accuse mosse al presunto gruppo di terroristi quella di voler compiere un attentato alla Maddalena, sede del G8 di luglio poi spostato all'Aquila.
Nelle motivazioni il Riesame giudica sussistenti «i gravi indizi» a carico dei presunti brigatisti e in particolare fa riferimento al modus operandi: «prudenza e cautela nei contatti e negli incontri, frequente ricorso a tecniche di 'spedinamentò, previsioni di incontri a scadenza programmate con il ricorso ai 'recuperì, espletamento o progettazione di delitti finalizzati all'autofinanziamento come rapine, riciclaggio di banconote macchiate, la disponibilità di armi da parte di Fallico il cui canone di locazione del negozio (quello di corniciaio a Roma) veniva inspiegabilmente pagato da Porcile». Il Riesame fa riferimento al «proposito di organizzare azioni violente alla Maddalena nell'ambito del vertice del G8». «In definitiva - si legge ancora nelle motivazioni - la documentazione, unitamente alle armi rinvenute, consente di ritenere ampiamente comprovata la sussistenza della gravità indiziaria». «Nessun dubbio - osserva il collegio - può inoltre porsi sul ruolo apicale attribuito a Fallico essendo l'indagato il perno centrale dell'attività illecita emersa dalle indagini». Fallico secondo i giudici «detiene la 'scalettà per la ripresa della lotta armata, scaletta puntualmente ripresa sviluppata nei documenti trovati a Porcile in cui è inequivoca la volontà di inserirsi nel solco tracciato dalle Brigate Rosse, al punto di riprendere formalmente tale denominazione».

NECESSARIE ESIGENZE CAUTELARI
Nei confronti di Luigi Fallico, Beniamino Vincenzi e Bruno Bellomonte, i tre presunti brigatisti arrestati nel giugno scorso «sono sussistenti, e nel più alto e allarmante grado, le esigenze cautelari in carcere individuate dal gip». È questo un altro dei passaggi delle motivazioni del Tribunale del Riesame di Roma che ha confermato nelle scorse settimane la custodia in carcere per i tre presunti terroristi che, secondo le accuse, volevano organizzare un attentato al G8 della Maddalena, poi svoltosi a L'Aquila, e rifondare le Brigate Rosse. Gravemente indiziaria, secondo il collegio presieduto dal giudice Vincenzo Capozza, è una intercettazione ambientale fatta tra Fallico e Bellomonte al ristorante «Silvio alla Suburra» di Roma. Bellomonte raccomanda cautela Fallico nel progetto di riciclare banconote segnate da inchiostro. I due parlano di organizzazione di compartimentazione «utilizzando frasi e terminologie assolutamente omogenee ed in linea con quelle emerse nelle indagini sulle Br-Partito comunista combattente». Nelle motivazioni ci sono allegate le intercettazioni, tra cui quelle sul progetto di attentato alla Maddalena con modellini radiocomandati con e esplosivo. «Se dovesse servire - dice Fallico - non me ne fregherebbe un c..., ma l'importante è che si fa qualcosa de grosso, poi la pago nun me ne frega un c..., vada come vada...faccio tutto pè nun pagalla no?». Il difensore di Fallico, l'avvocato Ugo Pioletti, ha proposto contro l'ordinaza del Riesame, ricorso in Cassazione chiedendo la revoca della custodia cautelare in carcere. Fallico è detenuto nel carcere di Regina Coeli.

BLITZ INDIPENDENTISTI, 'BELLOMONTE LIBERO' Blitz degli indipendentisti di a Manca pro s'indipendentzia stamattina nel palazzo Sciuti in piazza d'Italia, sede della Provincia di Sassari e della Prefettura, per chiedere la scarcerazione di Bruno Bellomonte, l'attivista del movimento arrestato nell'ambito di un'inchiesta sul terrorismo coordinata dalla Procura di Roma. Alcuni militanti hanno fatto irruzione nella sala della Giunta provinciale - c'è stata anche una colluttazione con gli uscieri che tentavano di bloccarli - e sono riusciti ad esporre da una finestra uno striscione con la scritta «Bruno liberu». Nel frattempo, altri militanti distribuivano volantini in piazza. Bellomonte - hanno denunciato gli indipendentisti - è stato trasferito nei giorni scorsi dal carcere di Roma a quello di Catanzaro, a dispetto dell'accordo tra Stato e Regione che prevede l'avvicinamento dei detenuti all'isola. Il sindacalista - hanno detto ancora i dirigenti di a Manca - ha passato 45 giorni a Regina Coeli in totale isolamento, subendo la censura della posta e godendo di soli dieci minuti d'aria al giorno. Il blitz si è concluso senza incidenti con l'intervento della Polizia e la mediazione del Prefetto e della presidente della Provincia di Sassari.

Fonte ANSA