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Data news: 03/07/2009
Argomento:
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Titolo: Arrestati dal ROS due anarco-insurrezionalisti. Altre 40 perquisizioni


I carabinieri del Ros hanno arrestato stamani due esponenti dell’area anarco-insurrezionalista per associazione sovversiva e attentato alla sicurezza dei trasporti pubblici, con riferimento al progettato sabotaggio di una linea ferroviaria. Quaranta perquisizioni sono in corso, su disposizione della procura di Perugia, nei confronti di altrettanti indagati. L’indagine era stata avviata dopo che i carabinieri avevano controllato i due su un’auto rubata, mentre si accingevano - secondo l’accusa - a sabotare la linea ferroviaria Orte-Ancona con ganci artigianali appositamente costruiti, che avrebbero interrotto la linea elettrica al passaggio del primo convoglio. Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del giudice di Perugia. Le oltre 40 perquisizioni, disposte dalla procura del capoluogo umbro, sono in corso in Lazio, Umbria ed altre regioni italiane. Un’azione attentamente pianificata e in fase avanzata di attuazione: così gli investigatori definiscono il fallito sabotaggio della linea ferroviaria Orte-Ancona da parte dei due esponenti dell’area anarco-insurrezionalista arrestati oggi dal Ros. Obiettivo dei due anarchici, sottolineano gli investigatori, era quello di interrompere con degli appositi ganci l’alimentazione elettrica al passaggio del primo convoglio e quindi bloccare la circolazione dei treni sulla linea ferroviaria: un’azione di sabotaggio tipica, viene rilevato, di questo tipo di eversione. Le quaranta perquisizioni disposte dalla procura di Perugia riguardano altrettanti esponenti dell’area anarco-insurrezionalista, alcuni dei quali - come in particolare uno dei due arrestati - già noti agli inquirenti. Sono Sergio Maria Stefani, 27 anni, di Roma, e Alessandro Settepani, 23, di Orvieto (Terni), le due persone arrestate stamani dai carabinieri del Ros perchè accusati di aver tentato di sabotare la linea ferroviaria Orte-Ancona. Il primo è già stato arrestato in passato nell’ambito di indagini sull’anarco-insurrezionalismo.

Manuale per sabotare questo mondo
Il progetto di attentato alla linea ferroviaria Orte-Ancona messo in atto dai due anarco-insurrezionalisti arrestati oggi dai carabinieri del Ros seguiva fedelmente le modalità illustrate nel manuale clandestino «Ad ognuno il suo. 1.000 modi per sabotare questo mondo». È uno degli aspetti emersi nell’ambito della inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia su quella che viene definita una «pericolosa cellula anarco-insurrezionalista». L’indagine ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 37 persone per «organizzazione e partecipazione ad un’associazione sovversiva di ispirazione anarco-insurrezionalista dedita al compimento di azioni criminose con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico»; i due arrestati sono accusati anche di «concorso in attentato alla sicurezza dei trasporti, aggravato dalle finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico». Altre sette persone sono state denunciate perchè in stretto contatto con il gruppo e ritenute in grado di poter fornire supporto al progetto eversivo. L’indagine, denominata convenzionalmente Shadow, puntava - spiegano gli investigatori - ad approfondire i rapporti tra i soggetti della stessa area anarco-insurrezionalista arrestati nell’ottobre 2007 (e attualmente a giudizio presso la Corte di Appello di Terni) e vari «gruppi di affinità » attivi nell’area. In questo contesto, «importanti e significativi elementi» sono giunti da un’altra indagine, denominata Crocevia 2, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti delle componenti viterbesi e romane del gruppo, poi confluita nel procedimento perugino. La complessa attività investigativa - sfociata oggi anche in una serie di perquisizioni effettuate in Umbria, Lazio, Piemonte, Lombardia, Toscana e Abruzzo - ha consentito di neutralizzare una temibile cellula anarco-insurrezionalista «il cui programma criminoso - dicono gli inquirenti - si inquadrava nel più ampio progetto sovversivo di preordinate ‘campagne rivoluzionarie’ di lotta, raccordate con quelle intraprese da omologhe formazione attive in Spagna e in Grecia». Ma l’indagine ha consentito anche di «appurare l’impegno delle frange più radicate del circuito anarco-insurrezionalista nel rilancio di ‘percorsi di lotta più incisivi, al fine di realizzare ‘uno sbocco insurrezionale’ del progetto rivoluzionario anarchico» e di «documentare l’elaborazione e la divulgazione clandestina del manifesto ‘KN03 - marzo 2008 - Foglio anarchico rivoluzionario n.0’, strumento di diffusione del pensiero anarco-insurrezionalista, inserito nel più ampio progetto di lotta contro lo Stato».

Vademecum del sabotatore per fare bombe e fermare treni
Vuoi «passare all’azione» ma non sai come costruire una molotov, rubare una macchina, bloccare un treno, far saltare in aria un traliccio? Niente paura: c’è «Ad ognuno il suo. 1000 modi per sabotare questo mondo». Come a dire il vademecum del perfetto anarco-insurrezionalista. Un manuale clandestino, ma già da tempo di ampia diffusione tra gli ‘addettì: Sergio Maria Stefani, uno dei due giovani arrestati stamani nel corso dell’operazione del Ros, venne trovato in possesso di numerose copie durante precedenti perquisizioni e, secondo gli inquirenti, a quelle prescrizioni si sarebbe «fedelmente attenuto» nell’organizzare il (fallito) sabotaggio alla linea ferroviaria Orte-Ancona. Il documento è suddiviso in capitoli. Nel primo («L’attenzione, una preziosa alleata») vengono descritti i vari sistemi per poter «agire in sicurezza», prima, durante e dopo la prevista «azione direttà. Ad esempio, può sembrare banale, ma è utile dotarsi di due paia di scarpe perchè »una vostra orma può essere ricondotta alla vostra scarpa in modo piuttosto semplice. Infatti questa fornisce molte informazioni e buona norma è quindi buttarle«. Ma soprattutto, per non »incappare nelle maglie della giustizia«, occorre condurre una vita »normale«: »non farsi notare troppo«, ad esempio utilizzando »abiti eccentrici«. E poi: »non tenere nulla in casa che la polizia non debba trovare« (come »agende, armi esplosivi, piantine, passamontagna...«) e lo stesso vale per l’automobile: meglio individuare un luogo sicuro e, se si tratta di »esplosivi, armi da fuoco e congegni elettrici« è consigliabile »riempire il contenitore di segatura«. Il manuale consiglia anche le tecniche di pedinamento e di sopralluogo, insegna ad usare gli ‘scanner’ per captare le frequenze radio delle forze di polizia (che vengono puntualmente indicate), dice come vestirsi, come muoversi, dove parcheggiare la macchina, come rivendicare l’attentato (meglio il normografo). Un ampio capitolo è dedicato a come »bloccare le arterie del potere«, vale a dire sabotare le linee elettriche, quelle di comunicazione, la rete ferroviaria ed i treni. Alle bombe e agli esplosivi sono dedicati gli ultimi due capitoli: »In fumo i progetti del potere, teoria e pratica dell’incendio« e »L’arte della demolizione«. Il manuale contiene le istruzioni, con tanto di schede tecniche, per costruire di tutto: dalle molotov ai fumogeni, dai detonatori alle miscele esplosive.

Nelle intercettazioni “Io come Fantozzi”
Dopo il fallito sabotaggio della linea ferroviaria Orte-Ancona, i due presunti responsabili hanno di fatto interrotto i colloqui telefonici. Ma non del tutto e quelle poche conversazioni, intercettate, vengono riportate nella richiesta di arresto della procura di Perugia a sostegno della tesi accusatoria. Gli investigatori del Ros hanno in particolare accertato che Sergio Maria Stefani si è disfatto della sua utenza cellulare, mentre Alessandro Settepani «preferiva usare cabine telefoniche» e, in alcuni casi, il cellulare di una sua amica. In uno dei rari colloqui telefonici, Stefani accennerebbe con un suo compagno a quanto accaduto ad Orte, quando è stato fermato dai carabinieri prima del presunto sabotaggio: «c’ho avuto... avuto... diciamo un piccolo incidente che poi te spiegherò... un incidente pratico poi ti spiego con calma... quindi sto senza macchina». «Con il termine incidente - annotano gli investigatori - allude alla fallita azione delittuosa di Orte». Stesse allusioni, sempre secondo gli investigatori, Stefani - trasferitosi da Perugia a Roma - farebbe in un’altra conversazione intercettata con tale Marco. Marco: ...che stai a Roma... eh? Sergio: ...sì, poi ti narro... Marco: ...(ride)... Sergio: ...Fantozzi me fa una pippa «Il riferimento al comportamento fantozziano fatto da Stefani nella telefonata - si legge nella richiesta di arresto - è senz’altro riferito a se stesso in quanto il medesimo, in più circostanze a lui sfavorevoli, è stato controllato o individuato dai carabinieri». Infine un’altra conversazione intercettata, con Ilaria. Sergio: ...m’hanno fermato su... m’hanno fermato su un’auto rubata poco dopo... mo un mese fa sarà... un mese e mezzo... e ... niente m’hanno fatto... stranamente non m’hanno portato via... m’hanno fatto la denuncia a piede libero... Ilaria: ... ah... eh... molto stranamente...

Nel 2004 archiviata inchiesta su sabotaggio treni in appennino bolognese

Un tentativo di sabotaggio sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze, fatto con ganci sistemati sopra i cavi dell’elettricità, fu scoperto il giorno di Ferragosto del 2004 dalla Digos bolognese. Seguendo lo stesso copione, sarebbe stata colpita anche la linea ferroviaria Orte-Ancona per cui ieri sono finiti in carcere due esponenti dell’area anarco-insurrezionalista, Sergio Maria Stefani e Alessandro Settepani, destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Perugia. Ma nel frattempo l’inchiesta bolognese, aperta contro ignoti per attentato alla sicurezza dei trasporti con l’aggravante della finalità eversiva, è stata archiviata. In comune i due episodi hanno soprattutto le modalità (l’uso di ganci di ferro da collocare sui fili elettrici che avrebbero dovuto agganciare il pantografo al passaggio di un treno trascinandolo fino a tranciare la linea elettrica) e la matrice anarchica, visto che la modalità è descritta in manuali anarco-insurrezionalisti come quello intitolato ‘Ad ognuno il suo. 1000 modi per sabotare questo mondò. In effetti nell’ estate 2004, vicino al luogo del tentato sabotaggio - all’uscita della galleria Pian di Setta di Grizzana Morandi, sul versante bolognese - fu trovato un pacco di volantini in cui si faceva riferimento ad anarco-insurrezionalisti arrestati, tra cui quelli per gli attentati di Roma e Viterbo. E fu proprio quella scoperta ad avvalorare la tesi di un sabotaggio (inizialmente si pensò a una bravata o un brutto scherzo). In ogni caso decisiva fu la prontezza di un macchinista che, alla guida di un convoglio di passaggio verso le 10 del giorno di Ferragosto, notò che qualcosa non andava. L’azione tuttavia non fu rivendicata da nessuna sigla anarchica in particolare. L’inchiesta fu affidata al pm Paolo Giovagnoli e poi passata alla collega Morena Plazzi, dopo il trasferimento di Giovagnoli alla Procura di Rimini. Gli inquirenti evidenziarono che i ganci usati per il sabotaggio non si trovavano in commercio ma erano stati fabbricati ad hoc da mani esperte. Inoltre un moschettone impediva che il manufatto, tinto di nero per non farlo luccicare, cadesse accidentalmente.

Fonte ANSA