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Data news: 29/05/2009
Argomento:
News
Titolo: Mughini vorrebbe da Sofri la confessione su Calabresi


'NON CREDO SIA IL MANDANTE, MA HA UNA RESPONSABILITA' INTELLETTUALE E MORALE'
«Mi aspettavo da Adriano Sofri una confessione, del genere: 'Sì, siamo stati a noi di Lotta Continua a compiere l'azione di uccidere il commissario Calabresi, ma quell'azione io non l'ho comandatà». Giampiero Mughini, già direttore di «Lotta Continua», quotidiano dell'omonima organizzazione politica, intervistato da Mario Adinolfi a «Finimondo» su Red Tv, torna sul caso a cui ha dedicato il suo ultimo libro, e aggiunge: «Sofri ha scritto un articolo molto inquietante sul Foglio nel settembre 2008, dopo quell'articolo mi aspettavo una confessione del genere». «Sofri andava mandato assolto per insufficienza di prove al processo per la morte di Calabresi, io - sottolinea poi Mughini - non credo sia il mandante, ma ha una responsabilità intellettuale e morale. E ancora oggi sembra impegnato a smontare la sentenza D'Ambrosio sulla morte di Pinelli, vuole dimostrare che Pinelli è stato effettivamente spinto da quella finestra della stanza del commissariato, così continua a gettare fango sul commissario Calabresi. Sofri suppone molto di se stesso, forse troppo e qualche volta scivola. È abituato alla claque e agli adoranti, non è abituato al contraddittorio. Per questo penso che mi consideri un delinquente».

'TRA CHI SA COME È ANDATA CI SONO ERRI DE LUCA E LUIGI MANCONÌ
Mughini racconta quindi quel che ritiene sia la cornice dell'omicidio: «L'assassinio di Calabresi ha avuto la cabina di regia negli ambienti di Lotta Continua tra Milano e Massa Carrara, Pietrostefani è tra i mandanti, Bompressi viene giudicato da chi lo conosceva allora come una lama pronta a scattare, ma all'azione hanno preso parte tra le dieci e le venti persone, forse trenta se ci mettiamo le fidanzate. C'è chi sa perfettamente come è andata: tra questi Erri De Luca, che negli anni Settanta aveva una ciclopica pulsione verso le stupidagini, e Luigi Manconi». «Dicendo queste cose ho rotto con tutta la mia generazione, ma la sinistra è la mia storia, la mia gente, l'anno scorso ho anche votato Pd alle elezioni. Quest'anno no, non vado a votare, non è neanche un'astensione, è un totale disinteresse. Quelli di Lotta Continua? Sono un pacchetto di mischia che agisce di comune accordo, ma -conclude Mughini- non per difendere l'onore della propria militanza negli anni Settanta, difendono piuttosto le posizioni di potere che detengono adesso».