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Data news: 15/05/2009
Argomento:
News
Titolo: Licia Pinelli: chi sa, parli


«È molto facile mettere una firma e creare un clima di divisione, ma comunque esiste il libero arbitrio e ognuno può fare quello che vuole». Licia Rognini Pinelli, vedova dell'anarchico morto nel '69 dopo essere precipitato da una finestra della questura di Milano, commenta così a Radio 24 le scritte, a firma Federazione anarchica, apparse lunedì a Torino contro il commissario Calabresi.
«Negli anni, per qualsiasi cosa sono stati tirati in ballo gli anarchici, perchè è facile dare la responsabilità a chi non ha difesa», aggiunge. «Le famiglie e i figli, però -prosegue nell'intervista che andrà in onda su Radio 24 in versione integrale domenica 17 maggio alle 19.30 nella rubrica »Storiacce« - non devono essere coinvolti in queste vicende». Ma c'è qualcuno che potrebbe non voler la pacificazione« auspicata dal Capo dello Stato? »Al Quirinale sembra di essere in uno stato di diritto, un altro mondo, poi esci fuori e c'è il resto«, riflette la vedova Pinelli, che lancia un appello: »chi può avere ancora informazioni su quegli anni, parli. Se dopo piazza Fontana fosse venuta fuori tutta la verità sulla strage - dice - non ci sarebbero stati tutti quegli altri morti e tutte le lacerazioni«. Licia Pinelli non condivide l'ipotesi amnistia per chi ha ucciso, ma sottolinea che »l'importante è riconoscere le proprie colpe«.
Ribadisce la necessità di far conoscere ai giovani la storia degli anni di piombo e, quanto ad Adriano Sofri, ripete: »non so se se ci sia un suo percorso in questi anni, ma sono sempre stata convinta che nessuno dei tre (Sofri, Bompressi e Pietrostefani ndr) sia responsabile dell'uccisione del commissario Calabresi, nonostante le condanne«.
Fonte Adnkronos