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Data news: 08/05/2009
Argomento:
News
Titolo: Licia Pinelli: "Lo Stato apra i suoi armadi"


«Lo Stato se vuole potrebbe fare un passettino in più. Sinora non ha messo a disposizione i suoi archivi, i suoi armadi con i fascicoli. Ma sono passati 40 anni, il mondo è cambiato tantissimo, perciò dopo tante sofferenze, lo facciano. Mi piacerebbe un passo concreto, vero, logico e naturale, e cioè che cadesse ogni segreto sulla strage di piazza Fontana». Lo ha detto nel corso di un'intervista sul quotidiano 'La Repubblica', Licia Pinelli, vedova di Giuseppe Pinelli, militante del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa (fermato dalla polizia dopo la strage di Piazza Fontana e morto il 15 dicembre 1969, a 41 anni, dopo essere precipitato da una finestra della Questura di Milano), che domani sarà ricevuta al Quirinale dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione del giorno della Memoria delle vittime di stragi e terrorismo.
«La nostra, quella di tutta la famiglia Pinelli, è una partecipazione sentita», in nome «del presidente Napolitano. Appena ho sentito dell'invito, ho pensato a quanto sia stato coraggioso a invitarci e anche onesto», ha detto la vedova che al Quirinale andrà con una delle figlie. «Ho voluto sentire il loro parere, come sempre. E sa che cosa mi hanno detto: 'Vai mammà». Al Quirinale, ci sarà anche Gemma Calabresi, la vedova del commisario Luigi Calabresi, che alla Pinelli ha teso la mano, dicendo che la sofferenza le accomuna. La vedova dell'anarchico Pinelli intende dirle qualcosa, «ma -dice- non è che ne parlo prima». Dopo che nel '72 uccisero il commissario, la signora Licia sentiva di volere incontrare la vedova Calabresi. «Poi, e me ne dispiace -conclude la Pinelli- non l'ho fatto».
Fonte Adnkronos