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News
Data news: 27/03/2009
Argomento: News
Titolo: Processo Nuove Br
DIFESA GHIRARDI, IMPUTATI SOVVERSIVI MA NON TERRORISTI
«Qui si fa confusione tra rivoluzionari e terroristi. Vengono indicati come sinonimi, ma sono cose diverse. Terrorista è chi agisce in modo indiscriminato colpendo anche la popolazione, sovversivo è invece chi vuole cambiare le cose a beneficio soprattutto della popolazione». Rispolvera una vecchia distinzione formulata dall'ex gip di Milano Clementina Forleo tra «guerriglieri e terroristi», l'avv. Piergiulio Sodano, il difensore di Bruno Ghirardi, uno degli imputati nel processo in corso a Milano sulle cosiddette nuove Brigate rosse. Il legale ha cercato di confutare tutte le accuse mosse dal pm Ilda Boccassini che, in particolare, per Ghirardi ha chiesto 20 anni di reclusione. Quanto alle parti civili che si sono costituite, il difensore ha spiegato che il suo assistito, in particolare riguardo all'incendio scoppiato in una sede padovana di Forza nuova «non può essere coinvolto neanche a titolo di partecipazione morale, a meno che non si ritenga che essere antifascisti equivalga ad avere una responsabilità morale e in tal caso -ha aggiunto- dovrò confessare anche la mia partecipazione morale a questo episodio essendo antifascista come molti altri in quest'aula, anche se non tutti». Quanto a Pietro Ichino, il giuslavorista che si è costituito parte civile, Sodano ha ricordato che la scorta gli è stata affidata in epoca precedente alla presunta costituzione delle nuove Br. Quanto alla presidenza del consiglio, infine, il difensore ha dichiarato che non si può configurare un danno all'immagine dello Stato «perchè è normale che qualsiasi formazione politica abbia degli antagonisti». in conclusione il legale ha chiesto l'assoluzione per Ghirardi, già condannato in passato a 18 anni di reclusione per rapina e altri reati in relazione ad episodi che lo stesso legale ha definito come «fatti concreti» mentre invece, in questo processo, sono stati chiesti vent'anni per progetti «che non hanno portato a nessun risultato pratico». Fonte ADNKronos
DIFESA BR: STUDENTESSA, NON ERA LA 'POSTINA'
Non c'è prova che Amarilli Caprio abbia fatto la postina della Nuove Br. Lo ha sostenuto l'avvocato Ferdinando Bonon, difensore dell'imputata al processo milanese, secondo il quale: «In questo procedimento non è stata fornita alcuna prova che lei agisse come postina». Secondo l'accusa, la giovane padovana, che quando venne arrestata era iscritta all'università Statale di Milano, agiva da tramite tra la cellula milanese e quella padovana del gruppo del Partito Comunista politico-militare, oltre al fare opera di proselitismo tra gli studenti. L'avvocato Bonon ha spiegato, chiedendo l'assoluzione perchè il fatto non sussiste (e in subordine per non aver commesso il fatto), che Caprio ebbe solo tre incontri con David Bortolato e uno solo con Claudio Latino, due degli imputati rispettivamente leader della cellula padovana e di quella milanese, secondo l'accusa. «Come si spiega dunque la funzione di postina che le viene contestata?», ha chiesto l'avvocato, spiegando che Latino e Bortolato si incontrarono invece 16 volte tra loro. Il pm Ilda Boccassini aveva chiesto per Caprio una condanna a 6 anni di reclusione. Oggi ha tenuto la sua arringa anche l'avvocato Pier Giulio Sodano, legale di Bruno Ghirardi (per lui il pm ha chiesto 20 anni di reclusione). Il difensore ha chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto, spiegando, tra le altre cose, che «c'è differenza tra rivoluzionari e terroristi». Fonte ANSA
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