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News
Data news: 18/03/2009
Argomento: News
Titolo: Nel piano del sequestro Cirillo c'era l'uccisione della moglie
TERRORISMO: CIRO CIRILLO, NEL PIANO DI FUOCO BR C'ERA UCCISIONE DI MIA MOGLIE = Napoli, 18 mar. - (Adnkronos) - «Nel piano di fuoco delle Br era prevista l'uccisione di mia moglie». Lo ha detto Ciro Cirillo, l'assessore regionale sequestrato il 27 aprile 1981 dalle Brigate rosse, a Torre del Greco (Napoli). L'inedita rivelazione è stata fatta da Cirillo nel corso della presentazione del libro di Giuliano Granata, intervistato dalla giornalista Antonia Limatola 'Io, Cirollo e Cutolò presentato stamattina all'emeroteca Tucci-Sala corrispondenti giornalisti di Napoli.
«Durante il sequestro mi dissero che io sembravo una persona impossibile da prendere perchè cambiavo sempre abitudini, allora io dissi ai brigatisti -spiega ironicamente Ciro Cirillo- se me lo facevate sapere vi avrei reso la vita meno difficile. Mia moglie si salvò dalla morte perchè quella sera, contrariamente alle mie abitudini non andai a prenderla dal fratello per poi riportarla a casa. Ma nel piano di fuoco mi dissero i Br era prevista anche lei». Ciro Cirillo, a 27 anni circa dal suo sequestro e dall'omicidio del suo autista e del poliziotto si scorta per la prima volta è apparso in pubblico, nella sala delle conferenze della Sala corrispondenti e giornalisti napoletani-biblioteca emerotaca Tucci. In passato aveva rilasciato sporadiche interviste a tv e carta stampata. Alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se la sua vicenda lo abbia indotto qualche volta a pensare di avere sbagliato a fare politica, l'ex assessore reigonale della Dc ha detto: «Non sono affatto pentito di avere fatto politica. Perchè mai dovrei pentirmi?».
IL PIU' GRANDE TORMENTO SONO LE VITTIME
«Ho una ridda di sentimenti dentro di me. Uno dei ricordi che più mi tormenta sono le vittime: il maresciallo Luigi Carbone e l'autista Mario Cancello, uccisi sotto i miei occhi dai killer delle Brigate rosse». Lo ha detto Ciro Cirillo, l'ex assessore regionale della Campania all'Urbanistica e all'edilizia sequestrato dalla Brigate rosse il 27 aprile 1981. Per la prima volta, dopo 28 anni l'ex democristiano della corrente gavianea è apparso in pubblico. «Quella sera rientrai a casa un pò più presto del consueto. Il maresciallo Carbone pochi minuti prima di morire mi disse: 'Vi sono grato che mi fate rientrare a casa un pò prima. Ho detto a mia moglie di prepararmi 'na bella 'nzalatellà. Invece, ad attendere Cirillo, Carbone e Cancello, nel garage di via Cimaia a Torre del Greco, dove Cirillo c'erano cinque assassini delle Brigate rosse. Sbucarono dall'oscurità e aprirono il fuoco uccidendo sul colpo Carbone e Cancello e prelevando dall'auto l'assessore regionale.
Ciro Cirillo ha preso la parola per pochi minuti durante la presentazione del libro di Giuliano Granata, intervistato dalla giornalista Antonia Limatola dal titolo 'Io Cirillo e Cutolò. Rievocando i tragici minuti di quella sera del 27 aprile 1981 l'ex assessore regionale della Campania ha ricordato, con un pò commozione le ultime parole del suo autista, Mario Cancello: «Era felice. Mi disse 'Finalmente posso tornare tornare a casa per riabbracciare mio figlio di un annò. Gli assassini brigatisti gli stroncarono quel piccolo sogno uccidendolo con decine di proiettili»
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