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News
Data news: 11/03/2009
Argomento: News
Titolo: Biagi disse alla moglie: "Non posso smettere"
«Quella sera Marco mi riferì la sua preoccupazione e la sua amarezza per il fatto di non aver più alcuna difesa. Eppure, disse, tratto questioni cruciali». Così Marina Orlandi, la vedova di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Br a Bologna il 19 marzo del 2002, dopo 7 anni di silenzio ha parlato in pubblico, nell'aula del Consiglio comunale di San Lazzaro di Savena, ricordando uno degli ultimi episodi della vita del marito, come riportato dal 'Corriere della Sera'.
Era il 18 marzo 2002. Marco Biagi, come tutti i giorni, era rientrato a Bologna, nella casa di via Valdonica 14, nell'ex ghetto ebraico, poco lontano dalle Due Torri, dopo essere sceso dal treno che lo riportava da Modena, dove insegnava all'Università, e dopo aver percorso in sella alla sua bicicletta vicoli e portici del centro storico. La moglie lo ascoltò in silenzio, prosegue il quotidiano. E lui, quasi parlando a se stesso: «Eppure non posso smettere. No, proprio ora che mi trovo al momento giusto e nel posto giusto per riuscire a fare qualcosa che aiuti i disabili, le donne e chi perde il lavoro a 40 anni... No, non posso smettere». La risposta di Marina fu la sola possibile: «Lo incoraggiai ad andare avanti...Il giorno dopo mio marito non sarebbe riuscito a salire le scale...».
Fonte ADNKronos
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