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Data news: 10/03/2009
Argomento:
News
Titolo: DIS: sulle BR non abbassare la guardia


Il terrorismo interno conferma una «sostanziale stasi operativa» delle principali organizzazioni sia di matrice marxista leninista che anarco-insurrezionalista. Permangono però «progettualità eversive» che si sono concretizzate anche in azioni violente, «nonchè settori di consenso a programmi rivoluzionari che si ispirano alla lotta armata» brigatista. Lo rileva la relazione 2008 sulla politica dell'informazione per la sicurezza consegnata al Parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza). Fonte ADNKronos

L'area eversiva di matrice brigatista «è una minaccia da non sottovalutare» e nei confronti della quale non si può «abbassare il livello di attenzione». La rileva la relazione 2008 sulla politica dell'informazione per la sicurezza consegnata al Parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza). I brigatisti non hanno fatto registrare nel corso del 2008 - si sottolinea - «segnali di vitalità operativa o di pianificazioni offensive», ma il rischio deriva dalla «perdurante presenza di un'area di consenso verso programmi rivoluzionari che non escludono il ricorso alla lotta armata». La relazione rileva come il processo iniziato il 27 marzo 2008 a Milano a carico dei membri del Partito Comunista Politico-Militare(Pc P-M) arrestati nel corso del 2007, «ha offerto lo spunto agli ambienti di riferimento degli inquisiti per promuovere manifestazioni di solidarietà ed assicurare una sponda mediatica alla documentazione ideologica prodotta dai militanti in carcere». Fonte ANSA

La conflittualità tra estremisti di destra e di sinistra è cresciuta culminando negli scontri di Piazza Navona dell'ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il 'decreto Gelminì. Lo rileva la relazione 2008 sulla politica dell'informazione per la sicurezza consegnata al Parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza). Sono stati 38 gli episodi di scontro nel 2008 contro i 15 del 2007. La causa dell'innalzamento dello scontro, secondo i Servizi di informazione, è dovuta al «maggior protagonismo politico acquisito dalla destra radicale su tematiche movimentiste, tradizionale monopolio della sinistra (spazi sociali, alloggi, vivibilità nelle grandi aree urbane, lavoro, ambiente e, da ultimo, protesta studentesca)». Proprio la mobilitazione studentesca ha fatto emergere, soprattutto in ambito universitario, «tentativi d'infiltrazione da parte di formazioni estremiste». Le componenti più radicali dell'area antagonista, inoltre, hanno avuto come principale spunto le contestazioni al 'pacchetto sicurezzà. In questo ambito sono emersi «i gruppi anarchici torinesi, che hanno animato, tra l'altro, una serrata campagna contro la presenza dei militari nei quartieri».
È l'area anarco-insurrezionalista quella più vitale nell'ambito dell'eversione interna, anche a fronte della prolungata stasi della Fai(Federazione anarchica informale). Lo rileva la relazione 2008 sulla politica dell'informazione per la sicurezza consegnata al Parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza). I Servizi fanno risalire agli anarco-insurrezionalisti «una serie di attentati di basso profilo operativo, non rivendicati, in danno di obiettivi-simbolo delle campagne libertarie contro la 'repressionè e lo sfruttamento ambientale. È il caso di alcune azioni incendiarie contro sedi e mezzi delle Forze dell'ordine, nonchè contro istituti di credito 'accusatì di finanziare imprese impegnate in lavori di impatto sul territorio». In particolare si sono distinti gli anarchici del nord-est «che ritengono utile intervenire nelle proteste 'popolarì per veicolare il messaggio insurrezionale ed elevare il livello della contestazione». Secondo i Servizi, infine, questo «ritorno alla tradizionale strategia offensiva basata sull'azione diretta, ancorchè di ridotta valenza eversiva, potrebbe testimoniare propositi di rilancio dell'opzione violenta clandestina nell'area insurrezionalista nazionale, in sintonia con quanto si è verificato in altri Paesi». Fonte ANSA