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News
Data news: 09/03/2009
Argomento: News
Titolo: Frattini: non accettiamo lezioni dal Brasile
L'Italia «non accetta lezioni su come si batte il terrorismo nel rispetto delle leggi e del diritto dei detenuti». Alcuni invece hanno preteso di farlo senza però restituire una «persona che deve scontare la sua pena».
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, riferendosi al contenzioso con il Brasile per l'estradizione dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Frattini ne ha parlato a margine dell«inaugurazione della nuova sala polifunzionale della Farnesina intitolata ad Aldo Moro.
«Non si può dimenticare che l'Italia ha battuto il terrorismo brigatista con le leggi, questo è un grande orgoglio e noi non accettiamo lezioni da nessun altro paese su come si combatte il terrorismo nel rispetto delle leggi e dei diritti dei detenuti e degli imputati», ha affermato Frattini, in un riferimento indiretto alle polemiche tra Italia e Brasile sulla mancata estradizione di Cesare Battisti.
Dopo aver ricordato il suo passato di magistrato, motivo per cui «conosco bene gli atti dei processi del terrorismo», il ministro ha detto di assistere «con qualche costernazione a momenti in cui sui mezzi di informazione e di fronte all'opinione pubblica gli assassini di allora si ergono a maestri e rilasciano interviste». «Alcuni hanno preteso di darci lezioni -ha sottolineato ancora il titolare della Farnesina, in un nuovo riferimento al caso Battisti- negando di consegnarci chi deve scontare una pena fino all'ultimo giorno». Secondo il ministro «questi fatti devono permetterci di dire una volta per tutte che sono le vittime del terrorismo ad essere creditori nei confronti dello Stato, sono loro che meritano qualcosa almeno la considerazione eterna».
Quando si parla di terrorismo, vedo «con una certa costernazione» che sui media e di fronte all'opinione pubblica «gli assassini di allora si ergono a maestri oggi» - ha continuato Frattini - Sono le vittime del terrorismo, come l'ex presidente della Dc, i veri «creditori dello Stato e meritano considerazione eterna», mentre «mi sembra prematuro che gli assassini stiano davanti ai banchi di scuola», ha aggiunto il ministro, avvertendo che quella del terrorismo è una stagione non ancora chiusa, «come dimostrano certi proclami farneticanti degli ultimi giorni». Frattini ha ricordato che proprio fra pochi giorni, il 16 marzo, ricorre il trentunesimo anniversario della strage di via Fani, nella quale un commando delle Brigate Rosse sequestrò l'allora presidente della Dc, uccidendo i cinque agenti della scorta.
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