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News
Data news: 23/02/2009
Argomento: News
Titolo: Processo BR: intercettazioni in aula e insulti a Mori
Dalla gabbia si scatena la protesta quando il presidente della corte d'Assise Luigi Cerqua, dove si svolge il processo a 17 presunti appartenenti alle nuove Br, comunica di aver rigettato la richiesta delle difese di ascoltare in aula la conversazione intercettata tra tre imputati in cui si accennava secondo l'accusa ad ammazzare il professor Pietro Ichino. "Ve la cantate e ve la suonate da soli, qui non c'è contraddittorio, dite di no appena c'è da sentire qualcosa di interessante" sono le parole di Vicenzo Sisi, ex sindacalista della Cgil. Alfredo Davanzo, ritenuto il leader del gruppo aggiunge: "Questa mattina abbiamo sentito la testimonianza di un generale collegato con gli stragisti".
Il riferimento di Davanzo è alla deposizione di Mario Mori, direttore del Sisde dal 2001 al 2006 e ora responsabile della sicurezza del Comune di Roma. "Nuovo movimento S.I. ma davvero dobbiamo armarci per ammazzare Ichino?". Sono queste le parole pronunciate a Raveo alle 19.13 in una conversazione intercettata tra Davanzo, Claudio Latino e Davide Bortolato, stando alla ricostruzione del perito. Le difese sulla base dei loro consulenti contestano che vi sia stato lo spazio temporale per la frase in questione e puntano sul fatto che lo stesso perito annota: "Conversazione fortemente disturbata da fruscii e difficoltosa da trascrivere".
Ma la corte decide che sarebbe superfluo riascoltare in aula l'intercettazione spiegando che eventualmente ciò potrà accadere in camera di consiglio. Il 3 marzo ci sarà la requisitoria del pm Ilda Boccassini, il 18 marzo toccherà alle parti civili. Dal giorno 27 marzo la parola alle difese. Sentenza prevista entro aprile. Mori ha ricostruito la genesi dell'inchiesta, partita a livello di intelligence dalla lettura del numero zero della rivista "Autora" che si richiamava alla cosiddetta seconda posizione delle vecchie Br. Rispondendo alla difese l'ufficiale ha spiegato: "Non posso dire nemmeno a livello indicativo di quante persone operative disponesse all'epoca il Sisde". I legali citano i nomi di tre agenti già pubblicati da un settimanale: "Non posso confermare, i nomi degli appartenenti al servizio sono coperti da un segreto che non posso essere io a sciogliere".
"E' vero che uomini del Sisde collaboravano alla rivista 'Intelligence' nel cui comitato scientifico c'è il gip di questa indagine Guido Salvini?" è un'altra domanda degli avvocati. "Non conosco la rivista" è la replica di Mori. Il Sisde si occupò del gruppo denonimato "Partito comunista-politico-militare" dal 2003 al 2006 quando fu presentata al dipartimento di pubblica sicurezza una relazione informativa. In precedenza Mori ne aveva parlato con il sottosegretario di Palazzo Chigi Gianni Letta che aveva la delega sui servizi. "Poi non ce ne occupammo più perchè noi non abbiamo funzione di polizia giudiziaria" precisa il generale secondo il quale comunque in quel momento "per il Sisde non c'erano prove dirette di reati".
L'indagine sfocierà negli arresti del 12 febbraio del 2007. operazione "Tramonto rosso". Una denominazione nata all'interno del Sisde, ricordano i difensori. "Non so di chi fu l'idea ma io sono sempre stato contrario a dare nomi alle operazioni". precisa l'ex direttore del servizio civile.
Fonte APCom
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