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News
Data news: 20/02/2009
Argomento: News
Titolo: Battisti, lotta armata: è polemica tra Genro e La Russa
MINISTRO GENRO CRITICA LOTTA ARMATA ITALIA ANNÌ70
Il ministro della Giustizia del governo Lula, Tarso Genro, che ha concesso l'asilo politico a Cesare Battisti, ha criticato oggi la lotta armata in Italia degli anni '70, ma ha ribadito la sua posizione in difesa dell'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac). Genro ha affermato che «non fu umanamente accettabile e politicamente giusto prendere le armi in Italia negli anni '70». Genro, che in altre occasioni aveva invece difeso la lotta armata in Brasile all'epoca della dittatura militare, ha parlato oggi all'Accademia della Latinità, che si riunisce questa settimana ad Oslo, nell'incontro su «Diritti umani e la loro possibile universalità », ed ha ribadito la sua posizione a favore della concessione dell'asilo politico ai perseguitati politici. Genro ha ammesso, in una dichiarazione al maggior quotidiano brasiliano, la Folha de S.Paulo, che «in Italia c'era un' insurrezione armata contro il governo nell'ambito della democrazia». «Io non avrei adottato metodi del genere in Italia, e nemmeno li giustifico», ha aggiunto Genro.
MINISTRO GENRO, IN DUE SETTIMANE SENTENZA CORTE
La sentenza del tribunale supremo brasiliano sul ricorso del governo italiano sull'estradizione di Cesare Battisti potrebbe essere emessa nel giro di un paio di settimane: lo ha confermato oggi durante una visita a Madrid il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro. «Credo che il giudizio sarà pronunciato fra 15 giorni circa» ha affermato Genro. «Penso - ha aggiunto - che sarà nella settimana successiva a quella del Carnevale», in programma la settimana prossima.
GENRO; SONO EDUCATO, NON POLEMIZZO CON ITALIA
«In America Latina siamo abituati ad avere rapporti tra governi e ministri di diverse ideologie politiche a un livello molto più elevato del modo praticato da alcuni ministri italiani»: lo afferma il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro, riferendosi alle polemiche sorte dopo che lo scorso 13 gennaio ha concesso lo status di rifugiato politico all'ex terrorista Cesare Battisti. «Non risponderò alle critiche provenienti da alcuni ministri italiani, come quello della Difesa», afferma Genro in dichiarazioni all'edizione sudamericana del quotidiano spagnolo El Pais. «Nei nostri rapporti - prosegue - non siamo abituati a utilizzare un certo tipo di linguaggio: l'educazione politica che abbiamo in America Latina non ci permette di rivolgerci a un ministro di un altro Paese in un modo sgarbato, maleducato». Nel sottolineare che il caso Battisti è «una questione giuridica-politica e di sovranità », Genro ricorda che la questione è ora in mano al Supremo Tribunale Federale (Stf): si tratta di «verificare se i delitti di cui Battisti è accusato in Italia sono riconosciuti dal Brasile quale delitto politico. Io credo di sì, sulla base di quattro decisioni prese dal Tribunale, che ora - precisa il ministro - può cambiare la propria posizione». Da parte di Brasilia, conclude Genro, «non c'è alcuna intenzione di aumentare la temperatura dei rapporti con l'Italia».
LA RUSSA A GENRO, INUTILE CERCHI BUTTARLA IN RISSA
«Non sarà il tentativo del ministro Genro di 'buttarla in rissà e cercare di passare da aggressore del buon nome delle istituzioni italiane a vittima di inesistenti e non precisate offese, a farmi desistere dallo sperare che l'amica nazione brasiliana modifichi l'ingiusta e inaccettabile decisione di considerare Battisti un 'intoccabilè perseguitato politico». Così replica il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, alle dichiarazioni del ministro della giustizia brasiliano sul caso Battisti. «Il ministro Genro, che si dice fintamente offeso perchè con parole oggettive ho ricordato la sua comune e da lui mai negata appartenenza ideologica con il terrorista Cesare Battisti - aggiunge La Russa - potrebbe essere non estraneo alla decisione del tribunale (quella sì offensiva per l'Italia) di impedire che Battisti sconti la giusta condanna all'ergastolo e che invece di stare in carcere in Italia, possa girare tranquillamente nelle splendide spiagge di Rio».
Fonte ANSA
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