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Data news: 07/02/2009
Argomento:
News
Titolo: Corte Suprema Brasiliana divisa su caso Battisti


EX TERRORISTA, MALATO DI EPATITE, POTREBBE TORNARE IN ITALIA PER 'MOTIVI DI SALUTE'
Potrebbe profilarsi una soluzione di 'compromessò sull'estradizione in Italia di Cesare Battisti, che potrebbe rientrare nel nostro paese per «motivi di salute». Secondo il quotidiano brasiliano «O Estado de Sao Paulo» la Corte suprema sarebbe spaccata a metà sullo status di rifugiato politico concesso all'ex terrorista italiano Cesare Battisti.
Sono, infatti, secondo il quotidiano, almeno cinque i magistrati pronti a votare per l'incostituzionalità della legge che concede al ministro della Giustizia l'ultima parola. Oltre al presidente, Gilmar Mendes, un giudice che ha già avuto in passato violenti scontri con il ministro Tarso Genro e che già votò per l'annullamento del decreto che concesse l'asilo politico ad un portavoce delle Farc in Brasile, ci sarebbero altri quattro magistrati della Corte disposti ad aprire il conflitto di poteri con l'esecutivo di Brasilia. Sarebbero Cezar Peluso (che è anche il relatore del Tribunale nel caso Battisti), Ricardo Lewandowski, Carlos Menezes ed Ellen Grace. Se si considera che Cesar de Mello, il più anziano degli undici giudici federali, ha già detto che vuole astenersi il risultato finale sarebbe, per ora, di cinque contro cinque.
Nel caso in cui la Corte decidesse di sfidare il governo votando a maggioranza per l'incostituzionalità dell'articolo 33 della legge sull'asilo politico (quello che dà l'ultima parola al governo e che è stato già giudicato non costituzionale da altri ex magistrati della Corte), la decisione finale sull'estradizione di Battisti spetterebbe al presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva. Di fronte ad un voto sfavorevole della Corte Lula sarebbe in grande difficoltà.
Fonte Adnkronos