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News
Data news: 07/02/2009
Argomento: News
Titolo: Erano in 500 a ballare il 'Morucci Pound'
'NEL '70 NON GUERRA MA PULIZIA ETNICA'
'SONO QUI, COME VOSTRO NEMICO, A RICONOSCERVI COME NEMICI' Roma, 7 feb.
Oltre cinquecento persone ieri a Casapound per la presentazione del libro Valerio Morucci 'Patrie Galere. Cronache dall'oltrelegge' (Ponte alle Grazie). Con l'ex brigatista hanno partecipato all'incontro nello stabile occupato di via Napoleone III, a Roma, Giampiero Mughini, Ugo Maria Tassinari, Angelo Mellone, Luca Gramazio e Carlomanno Adinolfi. «Sono qui come uno che ha ferocemente discriminato e che ora è ferocemente discriminato. Non sono più uomo, ma solo un ex terrorista, esisto come categoria», ha spiegato Morucci, sottolineando il senso della sua presenza a Casapound: «Non riconoscere dignità di uomini al nemico, perseguire l'obiettivo del suo annientamento non può che portare a quel tragico capolinea che sono stati i campi di sterminio e le foibe. Se si annulla l'altro per costruire la propria identità si è razzisti perchè la violenza che ne scaturisce non è umana. E io sono qui per dire basta al razzismo e agli ostracismi». «Venire qui è stata una scelta facile. La sua attuazione però è stata tribolata. Ci sono stati ostracismi e condanne di tradimento. Io non ne ho tenuto conto. Sto combattendo una battaglia per la libertà di parola e contro la discriminazione», ha aggiunto l'ex br. D'altra parte, ha spiegato, «io rappresento solo me stesso e la mia storia. È un discorso da affrontare con senso di responsabilità. C'è stata una tragedia, troppi morti, si possono usare parole fuori luogo. Ma io non ho mai avuto l'abitudine di non dire ciò che fosse contro la mia parte. L'ho fatto anche nel 1979, condannando, in un volantino dell Br, un atto sbagliato delle Br, l'omicidio di Guido Rossa. Quando la mia libertà di pensiero e di critica sono andate contro la mia fede, io ho interrotto la mia fede. Ora sono qui a dolermi, non a fare storia. Si dice che in quegli anni ci sia stata una guerra. Io credo più che sia sia trattato di una pulizia etnica. Non si uccideva il nemico che si aveva di fronte ma lo si pescava nelle case. E questo era il frutto di un razzismo ideologico. Per questo oggi sono qui, come vostro nemico, a riconoscervi come nemici».
Fonte (Adnkronos)
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