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News
Data news: 06/02/2009
Argomento: News
Titolo: Morucci a Casa Pound: sdoganare i fascisti
Il dialogo nel luogo simbolo della destra radicale - 'La libertà o è per tutti o non è". E Morucci a Casapound sdogana i ‘fascisti’
L'ex Br: ''Sono stato un cacciatore di fascisti, ora seppelliamo l'odio''. A via Napoleone III, a Roma, a presentare con l’ex terrorista 'Patrie galere' anche Adinolfi, Mellone, Mughini e Tassinari. Il leader di Cpi, Iannone: ''Nessuna 'infatuazione', da noi confronto libero''
Avversari sì, nemici no. La libertà di parola, il diritto ad esistere vanno riconosciuti anche ai ‘fascisti’. L'antifascismo è una categoria superata, un inganno del potere, un cul de sac in cui rischia di finire, e perire, innanzitutto l'estrema sinistra. Perché, a differenza di venti anni fa, oggi area antagonista e destra radicale hanno lo stesso ''referente sociale'' e combattono le stesse battaglie: sono entrambe ''antimperialiste, No Global, no Ogm''. E l'area non conforme, quella che una volta si sarebbe chiamata estrema destra, diventa dunque una realtà con cui l'estrema sinistra deve necessariamente fare i conti, ''senza rifugiarsi nella comodità dell'antifascismo''.
Questo il senso della scelta dell'ex br Valerio Morucci di presentare il suo libro 'Patrie galere. Cronache dall'oltrelegge' stasera a Casapound, il luogo che attualmente più di ogni altro in Italia rappresenta il volto nuovo della destra radicale. I militanti di Cpi si fanno chiamare 'i fascisti del III Millennio', e dall'idea stereotipata del fascista in effetti sono abbastanza lontani: tengono a sottolineare che non sono xenofobi, né omofobi, né antisemiti, sono per statuto laici e non confessionali, non sono contro le coppie di fatto e nemmeno antiabortisti.
Per il movimento guidato da Gianluca Iannone la politica è quella che si fa sul territorio e passa dal confronto sui temi concreti, a partire da quelli sociali. Un confronto libero, aperto a tutti, nei limiti del reciproco rispetto, assicurano. Ed è in questa chiave che l'occupazione non conforme di via Napoleone III ha aperto le porte anche a nomi della sinistra. I ragazzi di Casapound ci avevano già provato con il fondatore di Stampa Alternativa, Marcello Baraghini, che però, dopo aver in un primo momento accettato l'invito di Iannone &co, aveva dovuto rinunciare per non soccombere al boicottaggio della casa editrice lanciato dalla sinistra antagonista.
Con Morucci è andata meglio, le accuse di esibizionismo e le pur feroci critiche rivolte all'ex brigatista che fu tra i carcerieri di Aldo Moro non sono riuscite a convincerlo a dare forfait. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Morucci precisa: ''Ho dismesso per parte mia l'assolutizzazione della inimicizia con i fascisti tale da considerarli al di fuori del consesso umano, e quindi eliminabili senza alcuna remora. Il tutto, non nasce dal superamento della inimicizia, che permane, da qui il senso e valore della serata, ma dalla raggiunta consapevolezza che un percorso di liberazione non può che prevedere la libertà di chiunque a cercare la propria strada per raggiungerla. E che quindi la violenza esercitata contro altri che vivono la stessa condizione di oppressione è una violenza assurda. Vale a dire che è assurda qualsiasi violenza fondata su assoluti razziali, etnici, politici, religiosi".
Stasera, accanto a Morucci, nella sala conferenze di Casapound, ci saranno anche altri due nomi noti della sinistra, Giampiero Mughini, ex Lotta continua, e Ugo Maria Tassinari, saggista-giornalista con un passato nell'autonomia, che, da sinistra, ha a lungo studiato il fenomeno del neofascimo, a cui ha dedicato tra l’altro i suoi ‘Fascisteria’, ‘Guerrieri’ e il recente 'Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini, 60 anni di Destra Radicale'. Con loro un intellettuale della 'destra di governo', Angelo Mellone, Carlomanno Adinolfi di “Occidentale”, la rivista di critica radicale diretta proprio da Iannone, e Luca Gramazio, consigliere del Pdl al Comune di Roma.
Secondo Tassinari, ‘’l'antifascismo è un'ideologia di sostituzione, un feticcio a cui aggrapparsi per supplire alla totale impotenza della sinistra‘’. ‘’Non lo ritengo superato - precisa - ma profondamente sbagliato come categoria per identificarsi politicamente''.
Se per Casapound il superamento dell’antifascismo come categoria di pensiero è certamente un traguardo, il leader del movimento Iannone però chiarisce che la presenza di Morucci nello stabile occupato di via Napoleone III non implica nessun tentativo di creare un asse tra destra radicale e area antagonista, né, tantomeno, il voler dare una legittimazione ai terroristi.
Dietro l'invito a Morucci, dunque, ''non c'è nessun tipo di infatuazione culturale, politica e umana''. L'ex Br oggi, sarà a Casapound, come in passato c’è stato l'ex Nar Luigi Ciavardini perché a Casapound ''il confronto è libero''. In cinque anni per via Napoleone III sono passati giornalisti, scrittori, artisti, perfino tatuatori. ''Casapound è cultura, nelle mille implicazioni che un concetto così complesso racchiude'', sostiene Iannone, e ''Morucci i suoi conti con la giustizia li ha pagati, anche se in Italia sembra che non ci si riesca mai a liberare del proprio passato. Quanto ai parenti delle vittime, sono passati 30 anni e il grande dolore lasciato non passerà neanche tra altri 30. Esiste una galera personale da cui chi ha ucciso non uscirà mai. Quello che hanno pagato fin qui credo sia sufficiente, anche se non sta a me giudicare’''.
Secondo Iannone, ''per quello che è successo in Italia negli anni '70 e '80 a chiedere scusa non dovrebbe essere solo chi allora rappresentava la prima linea, ma anche quegli ambienti della politica e della cultura che, senza mai rischiare in prima persona, hanno contribuito a creare un clima di violenza e sopraffazione. Un ambiente che non ha mai pagato e che, anziché imparare dagli errori del passato, continua a lanciare appelli all'antifascismo. Forse qualcuno non se n’è ancora accorto ma quei tempi sono superati. Chi vuole fomentare un clima d’odio è fuori dalla storia. L’ha capito anche Morucci. E certo Casapound in quel vicolo cieco non ci si infila”.
E in effetti Iannone e Morucci per certi versi sembrano essere sulla stessa linea. In una lunga lettera pubblicata su Facebook Morucci, con un raffinato e complesso ragionamento, spiega perché l'antifascismo sia un concetto se non superato quanto meno da superare.
Negli anni '70, ricorda, ''sono stato, seppure non a tempo pieno, un cacciatore di fascisti. Sono però convinto che quell'animosità dipenda di più dal residuo mai sciolto dell'idea cristallizzata, ideologizzata, stereotipata che ci si era reciprocamente fatti del 'nemico'. E questo residuo bisogna provare a sciogliere. Per porre tutti quei ragazzi morti dentro un'unica pietà, anche se nella particolarità delle memorie, o nella diversità delle commemorazioni. E finalmente seppellirli. Senza più lasciarli inumati a metà perché il redde rationem è ancora da risolvere. Superare le ragioni ideologico-religiose di quell'odio e riportare i motivi di scontro dentro la concretezza dell'umano contendere per l'affermazione di risposte diverse alle medesime domande''.
Fonte ADNKronos
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