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Data news: 16/01/2009
Argomento:
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Titolo: Cossiga: il ministro brasiliano ha detto una cretinata


«Il ministro della giustizia brasiliano ha detto un cretinata».
Così inizia un'intervista rilasciata oggi dall'ex presidente della Repubblica italiano Francesco Cossiga al quotidiano brasiliano «Folha di S.Paulo». Cossiga ha scritto una lettera utilizzata da Tarso Genro come una delle principali giustificazioni alla sua decisione di martedì sera di concedere lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti. Nel testo della lettera, fatto pervenire al governo brasiliano dagli avvocati dell'ex militante del Pac, Cossiga afferma che i quattro omicidi per i quali Battisti è stato condannato all'ergastolo non sono delitti comuni ma politici. «Battisti ha usato la mia lettera in forma assolutamente sbagliata - dice Cossiga nell'intervista - In Italia il crimine politico è un'aggravante. È quello che io volevo dire. Tra uno che rapina una banca per mettersi i soldi in tasca e uno che ruba per finanziare Al Qaida, il secondo è condannato più duramente sia per le norme italiane, tedesche, francesi o britanniche». Ma per Cossiga Battisti «resta un terrorista».
«Il ministro ha detto una cretinata - aggiunge Cossiga - Ha detto per esempio che Battisti correrebbe rischio di morte perchè se tornasse in Italia i servizi segreti paralleli lo avrebbero ucciso. Tutta una cavolata, una cosa senza senso. Per carità, questa è una cosa che appartiene al passato sudamericano, dell'Argentina e del Brasile all'epoca della dittatura». Cossiga giudica infine duramente il Pt (Partito dei lavoratori) del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. «Il partito di Lula, che si dice democratico in Europa - conclude Cossiga - è nel fondo un partito populista cattolico. I grandi alleati del governo Lula sono appena gli anti-americani del Sudamerica».
Fonte ANSA