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Data news: 15/01/2009
Argomento:
News
Titolo: Battisti sarebbe libero grazie ad una lettera di Cossiga


Cesare Battisti non è un criminale comune pluriomicida ma un terrorista che ha commesso dei «delitti politici» finalizzati a innescare la rivoluzione. Gli attentati di cui si sono resi protagonisti i militanti della lotta armata, a destra come a sinistra, non sono certamente «crimini comuni ma politici».
È l'elemento sottolineato in una lettera del senatore a vita, Francesco Cossiga, che il terrorista, latitante da anni e di cui il Brasile ha rifiutato il rimpatrio in Italia, ha utilizzato nella 'memorià trasmessa al ministero della Giustizia brasiliano per ricorrere contro la richiesta di estradizione. In una conversazione riportata dal «Corriere della Sera», il senatore a vita nega di essere imbarazzato per l'utilizzo che i legali di Battisti hanno fatto della sua missiva e ne spiega anche l'origine. «Imbarazzato? E perchè mai -replica il presidente emerito della Repubblica- io quelle cose le ho sempre pensate e dette e dunque non potevo fare diversamente. Un giorno nella posta elettronica ho trovato un messaggio di un'avvocatessa francese che mi chiedeva di mettere per iscritto le posizioni che io avevo già tante volte sostenuto e che loro conoscevano, per allegarle agli atti della causa di battisti in Brasile». «L'ho fatto, tutto qui. Del resto in Italia continuiamo a rifiutarci di discutere sulle vere cause del terrorismo per non arrivare a dire che i terroristi erano dei marxisti-leninisti che provenivano dal Pci...». Comunque sia, fa notare il giornalista del «Corriere», i legali di Battisti hanno utilizzato la lettera per dimostrare che l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo è visto dalla giustizia in Italia come un perseguitato politico. «Io -conclude Cossiga- non ho detto e non dico che Battisti è un perseguitato politico ma che i suoi delitti sono politici...».
Fonte ADNKronos