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Data news: 03/01/2009
Argomento:
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Titolo: 'Europa' pubblica articolo inedito di Moro sulle relazioni Italia-USA


In un articolo apparso stamattina sul quotidiano ''Europa'' il giornalista Antonello Di Mario ha rivelato che il presidente democristiano scrisse per il Giorno un ''pezzo'', nel '78, che faceva riferimento allo scenario che si stava determinando in Europa: la possibilita' dell'ingresso dei comunisti nel governo nazionale. L'articolo non trovo' spazio sulle pagine della testata controllata dall'Eni ''per motivi di opportunita'''. La circostanza è stata resa possibile dalla lettura di documenti custoditi da trent'anni negli archivi segreti del ''Foreign Office'' britannico e resi pubblici solo in questi giorni. Si apprenderebbe che furono proprio gli Stati Uniti ad esser presi dal panico dopo la caduta del terzo governo Andreotti. ''Le relazioni tra Italia e Stati Uniti si fecero critiche tra il 12 ed il 16 gennaio 1978, tanto che il Dipartimento di Stato Usa ammonì i leader democratici al dovere di dimostrare fermezza nel resistere alle tentazioni di trovare soluzioni tra le forze non democratiche''.

Moro, nel suo articolo mai andato in stampa, ribadì: ''a noi tocca decidere, sulla base della nostra conoscenza, in piena autonomia, ma con grande equilibrio e senso della responsabilita'''. Secondo il ''leader'' Dc, vi era invece lo spazio per ''raggiungere una positiva concordia sui programmi ed un grado di intesa tra le forze politiche e sociali, i quali consentano, con una soluzione equilibrata ed adatta al momento, di far fronte all'emergenza e di sperimentare un costruttivo rapporto tra i partiti molto differenziati, che la realta' della situazione obbliga a non ignorarsi ed a non paralizzarsi, provocando con ciò la paralisi, e forse peggio, dell'Italia''.

''Peter Jay, ambasciatore britannico a Washington - come scrive Di Mario su Europa - dopo esser stato sollecitato il 23 gennaio da Londra, annotò' per i suoi superiori le intenzioni degli americani: l'amministrazione USA si e' decisa che una qualche azione era necessaria. Ecco il perche' delle dichiarazioni. L'idea di condurre operazioni segrete per spaccare il Pci e' stata una delle possibilità' prese in considerazione durante gli incontri di vertice che si sono tenuti. Fonti affidabili hanno confermato l'abbandono del piano 'azioni segrete'. Non ci sono prove che altre agenzie se ne stiano occupando''.

Il diplomatico inglese, però, azzarò una previsione: ''Nonostante le difficoltà' l'amministrazione cerchera' sicuramente nei prossimi mesi metodi per esprimere la sua influenza''.