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Data news: 30/12/2008
Argomento:
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Titolo: L’ambasciatore Gb a Roma escluse la deriva a destra


Sono emersi alcuni documenti dagli archivi segreti del Foreign Office britannico che evidenziano le posizioni di Sir Alan Campbell, ambasciatore britannico a Roma negli anni '76-'79, in merito alla crisi che colpì l’Italia dal gennaio 1978 Secondo Campbell, l’operato dei servizi di sicurezza italiani durante il rapimento di Aldo Moro fu fallimentare; il comportamento del partito comunista di Berlinguer encomiabile; l’amore per le istituzioni democratiche da parte del popolo italiano sufficienti a scacciare qualunque deriva autoritaria.
Londra esercitò un regime di “sorvegliato speciale” sull’Italia di quegli anni. E Campbell, dal canto suo, tenne informato il quartier generale con dispacci a volte giornalieri. Il 26 maggio 1978, quando ormai il cadavere di Aldo Moro è stato ritrovato, Campbell scrive il suo rapporto al ministro degli Esteri David Owen. Nelle conclusioni l’ambasciatore affronta subito il capitolo più controverso: l’effetto che avrà la vicenda Moro sullo scacchiere politico italiano. «Un osservatore poco esperto - dice - potrebbe pensare che, sebbene le Brigate Rosse non siano abbastanza potenti ad organizzare un colpo di stato, potrebbero in ogni momento causare una reazione dell’estrema destra sul modello, ad esempio, dell’Argentina. Questa visione delle cose è, a mio giudizio, un errore. Io credo che dopo l’esperienza fascista gli anticorpi contro una reazione di estrema destra restano straordinariamente forti in questo Paese. Lo scontento nei confronti della classe politica è profondo, ma altrettanto profondo è il senso di attaccamento a quello stato democratico che le Brigate Rosse intendono distruggere».