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Data news: 05/12/2008
Argomento:

Titolo: Processo Br: documento contro Ichino, agli atti


«L'ideatore e il promotore» della «regolamentazione della precarietà» e «dell'attacco ai pubblici dipendenti 'fannulloni'». Così viene definito il giuslavorista Pietro Ichino, senatore del Pd, da alcuni appartenenti al Partito comunista politico-militare, imputati nel processo in corso a Milano alle cosiddette 'nuove br', in un documento da loro sottoscritto e acquisito agli atti dalla prima Corte d'Assise.
Proprio il professore milanese, che si è costituito parte civile nel processo, stando alle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso dell'inchiesta del pm Ilda Boccassini, era uno dei potenziali obiettivi del gruppo i cui componenti vennero arrestati, tra Milano e Padova, nel febbraio del 2007, accusati di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, associazione sovversiva e banda armata, oltre che di detenzione di armi da guerra. Nel documento, firmato da 6 dei 17 imputati (Davide Bortolato, Alfredo Davanzo, Claudio Latino, Vincenzo Sisi, Massimiliano Gaeta e Massimiliano Toschi), i presunti appartenenti alle 'nuove Br' sostengono che l'idea che «la lotta alla precarietà si fa regolamentandola» nasce «non dalla destra, ma dagli ambienti della sinistra borghese». Ichino, in particolare, si legge ancora nel testo di 36 pagine, ne è «l'ideatore e il promotore» ed è per questo «tenuto in gran conto dall'attuale governo di destra che lo ha addirittura annoverato tra i possibili ministri del lavoro».
Gli imputati che si definiscono «militanti comunisti prigionieri» parlano dell'attuale governo come di «un regime saldamente in mano alla parte reazionaria», a cui «ha aperto la porta il 'buonismo' veltroniano della sinistra borghese». Scrivono inoltre che «l'uso delle armi è per fare politica» e spiegano cosa significa per loro il Partito comunista politico-militare: «Il politico primeggia e dirige il militare».
Fonte ANSA