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Data news: 27/11/2008
Argomento:
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Titolo: Processo BR: Parla Maniero mentre br denunciano lo 'spettacolo'


L'ex boss della mafia del Brenta, Felice Maniero, da anni collaboratore di giustizia, verrà ascoltato come testimone nella prossima udienza, prevista per il 4 dicembre, del processo in corso a Milano a carico di 17 presunti appartenenti al Partito comunista politico-militare, arrestati nel febbraio del 2007. Nell'udienza di stamani, nella quale non sono mancati momenti di tensione, alcuni imputati si sono rivolti ai giudici denunciando «la spettacolarizzazione» del processo con le testimonianze «di pentiti e personaggi della criminalità organizzata». Maniero, che attualmente è in regime di protezione con l'obbligo di dimora, è stato chiamato a testimoniare dal pm Ilda Boccassini, ed era già stato sentito durante l'inchiesta. Dovrebbe riferire riguardo i suoi rapporti con l'ex brigatista Giuseppe Di Cecco, anche lui teste dell'accusa, che a sua volta sarebbe stato in contatto con gli imputati Claudio Latino e Andrea Tonello. Sia Maniero sia Di Cecco dovranno poi ricordare anche l'episodio del sequestro di Donato Agnoletto, rapito nel 1988. Secondo gli inquirenti, inoltre, in parte dell'arsenale sequestrato agli imputati ci sarebbero anche armi un tempo in mano a brigatisti della prima ora, tra cui anche Calogero Diana, anche lui chiamato a testimoniare nel processo.
Quando il pm Boccassini ha letto la lista dei testi chiamati per la prossima udienza, alcuni amici e parenti degli imputati, presenti nell'aula della prima Corte d'Assise, hanno gridato «vergogna» e il giudice Luigi Cerqua li ha fatti allontanare. Gli imputati agli arresti domiciliari, Alfredo Mazzamauro e Davide Rotondi, hanno annunciato ai giudici che non si presenteranno o abbandoneranno l'aula nel corso delle testimonianza, perchè, hanno detto, «non accettiamo che venga infangata la nostra esperienza politica, che stiamo cercando di difendere in questo processo, e unita a esperienze di pentitismo e criminalità organizzata che non ci appartengono». Gli imputati hanno contestato anche la testimonianza, prevista per il 10 dicembre, di Valentino Rossin, uno dei componenti del Pc-Pm, che ha collaborato con gli inquirenti, ed è stato già condannato a 3 anni e 4 mesi con rito abbreviato. Nel corso dell'udienza di stamani, sono stati ascoltati alcuni giovani padovani che hanno avuto rapporti e relazioni con i presunti terroristi. La fidanzata di Massimiliano Toschi ha raccontato di essere stata «ammanettata nuda sul letto» durante l'arresto del fidanzato. Gli imputati nelle gabbie si sono rivolti ai giudici e al pm dicendo «servi della borghesia» e «volete la tortura». Il pm Boccassini, rivolta ai giudici, ha detto: «Non si può tollerare, non siamo al mercato». Al termine dell'udienza, il giudice Cerqua ha messo in chiaro che «la prossima non potrà tenersi in un clima da stadio come oggi».
Fonte ANSA