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News
Data news: 21/10/2008
Argomento: News
Titolo: Negata la libertà condizionale per l'ex brigatista Aurora Betti
LE MOTIVAZIONI DEL 'NO ALLA LIBERTÀ CONDIZIONALE'
PER I GIUDICI DI MILANO, IL DOLORE DEVE ESSERE TANGIBILE
«Manca una prova obiettiva del ravvedimento completo di Aurora Betti». Questo scrivono i giudici del Trbunale di Sorveglianza di Milano che hanno bocciato la richiesta di libertà condizionale per Aurora Betti, l'ex brigatista rossa già condannata all'ergastolo e che da qualche tempo gode della semilibnertà. Nelle sei pagine del provvedimento il giudce relatore, Beatrice Costi, riconosce il «percorso positivo» compiuto dalla donna che fu uno dei leader della colonna Walter Alasia, nei suoi 27 anni di carcere. E tuttavia, aggiunge il giudice «il dolore personale deve diventare tangibile anche in considerazione del significato che le Brigate Rosse hanno avuto nella nostra storia». Ed è per questo motivo che, a parere del Trbunale, «vi sono lacune nel sicuro ravvedimento, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto esterno». In particolare i giudici hanno valutato negativamente il fatto che Aurora Betti non ha seguito, come invece le era stato consigliato dallo stesso Trbunale, un percorso nella commissione di studio ministeriale di Mediazione Penale Giustizia Riparativa. Si tratta, nello specifico, di un organo che ha il compito di mettere in contatto i parenti delle vittime con coloro i quali parteciparono ai cosidetti 'anni di piombò. Ma Aurora Betti, dopo aver preso qualche contatto con la Commissione, lo avrebbe abbandonato.
Fonte ADN Kronos
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