|
| Home | |
|
|
|
|
Rassegna
storico-divulgativa per
Nel 1979, per la prima volta nella loro storia, le Brigate Rosse decidono di “colpire” un comunista. Si trattava di Guido Rossa, esponente sindacale della CGIL dell’Italsider di Cornigliano-Genova. Nell'ottobre del 1978 Rossa aveva notato un uomo intento a nascondere volantini delle BR dietro a un distributore di bevande. L'operaio era Francesco Berardi, che cercò di fuggire ma venne fermato dalla vigilanza della fabbrica dichiarandosi prigioniero politico. Fu consegnato ai carabinieri e arrestato. Guido Rossa denuncia Berardi e testimonia al processo, nel quale Berardi, poi suicida in carcere, viene condannato a quattro anni e mezzo di reclusione. Il 24 febbraio del 1979, un commando brigatista aggredisce Rossa quando la mattina presto uscì di casa per recarsi in fabbrica. Il primo a far fuoco fu Vincenzo Guagliardo che sparò alle gambe dell’operaio così come stabilito dal vertice delle BR. Ma un altro brigatista, Riccardo Dura, dopo che Guagliardo si era allontanato, si avvicinò a Rossa e lo uccise. Il tutto avvenne in via Fracchia, a pochi metri dal covo genovese dove il 28 marzo 1980, su indicazione di Patrizio Peci, i carabinieri di Dalla Chiesa fecero irruzione uccidendo quattro brigatisti tra i quali anche Riccardo Dura.
Brundisium.net - via Colonne,46 - ore 18.00
|