| Home | 

vuoto a perdere

    

 

 
Riparliamo degli anni 70

Rassegna storico-divulgativa per
conoscere la storia degli “anni di piombo”

 

Venerdi 30 aprile 2009
Guido Rossa, un eroe del sindacato

Incontro con Giuseppe Ferrara
proiezione del film “Guido che sfidò le Brigate Rosse”

Nel 1979, per la prima volta nella loro storia, le Brigate Rosse decidono di “colpire” un comunista. Si trattava di Guido Rossa, esponente sindacale della CGIL dell’Italsider di Cornigliano-Genova.

Nell'ottobre del 1978 Rossa aveva notato un uomo intento a nascondere volantini delle BR dietro a un distributore di bevande. L'operaio era Francesco Berardi, che cercò di fuggire ma venne fermato dalla vigilanza della fabbrica dichiarandosi prigioniero politico. Fu consegnato ai carabinieri e arrestato.

Guido Rossa denuncia Berardi e testimonia al processo, nel quale Berardi, poi suicida in carcere, viene condannato a quattro anni e mezzo di reclusione.

Il 24 febbraio del 1979, un commando brigatista aggredisce Rossa quando la mattina presto uscì di casa per recarsi in fabbrica. Il primo a far fuoco fu Vincenzo Guagliardo che sparò alle gambe dell’operaio così come stabilito dal vertice delle BR. Ma un altro brigatista, Riccardo Dura, dopo che Guagliardo si era allontanato, si avvicinò a Rossa e lo uccise.

Il tutto avvenne in via Fracchia, a pochi metri dal covo genovese dove il 28 marzo 1980, su indicazione di Patrizio Peci, i carabinieri di Dalla Chiesa fecero irruzione uccidendo quattro brigatisti tra i quali anche Riccardo Dura.

 

Brundisium.net - via Colonne,46 - ore 18.00


2006

Giuseppe Ferrara nasce a Castelfiorentino nel 1932. Al liceo si fa notare per la indole polemica e contestatrice, caratteristica che lo accompagnerà in tutta la sua lunga carriera di cineasta, costringendolo a sostenere la prova d’esame di maturità fuori sede. Nello stesso periodo fonda un innovativo cineclub, che propone e analizza criticamente i recenti prodotti del Neorealismo. La sua attività è però fortemente osteggiata dal governo in carica e per il suo carattere di “novità“, è considerata «sovversiva».

Ferrara si laurea in Lettere con una tesi riguardante il "Nuovo Cinema Italiano", il cui relatore è Roberto Longhi. Frequenta a Roma il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra i suoi film di successo ricordiamo: Il sasso in bocca, Cento giorni a Palermo, Il caso Moro, Giovanni Falcone, Segreto di Stato, I banchieri di Dio (Il caso Calvi).
E’ considerato uno dei maggiori esperti in Italia di P2, mafia e servizi segreti.

 

  Incontro con
Giuseppe Ferrara
   
  Introduce e modera
Maria Chiara Criscuolo
   
  Ospite
Leo Caroli
   
  In collegamento
Sen. Sabina Rossa