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Circolo Cittadino "Il Galateo"
Galatone 29 novembre 2008 - ore 18.30 - Piazza Costadura

Un classico luogo per la diffusione e la condivisione della cultura, il circolo cittadino Il Galateo di Galatone (Le),  ospiterà sabato sera l'evento dal titolo

Il caso Moro - Misteri, dubbi e certezze

nella quale dopo il saluto del Presidente del Circolo, Avv. Enrico D'Elia, discuteranno Giovanni Pellegrino (Presidente della Provincia di Lecce ed ex Presidente della Commissione Stragi dal 1994 al 2001 co-autore del libro Segreto di Stato) e Manlio Castronuovo (autore di Vuoto a perdere). Il dibattito sarà condotto da Stefano Donno, autore e critico letterario che più volte ha avuto modo di occuparsi della vicenda.

Ecco il bel servizio che Mauro Longo di myboxTV ha curato prima dell'inizio della serata.

Considerazioni sulla serata

Una serata appassionante e ricca di novità, con un dibattito schietto e senza pregiudizi. Incentrato su una richiesta comune ai relatori ed al pubblico che con applausi e domande ha convenuto sul fatto che manchino ancora all'appello le responsabilità dello Stato e delle Istituzioni per far piena luce sugli avvenimenti degli anni di piombo e sulla guerra fredda in Italia. Di questo ha fatto una sintesi di grande efficacia la giornalista Alessandra Del Toro, di TeleRama 1, che tra breve avrò modo di pubblicare sul sito.

Molti gli argomenti affrontati. Dall'utilità delle Commissioni Parlamentari d'Inchiesta sulle quali Pellegrino ha senza ombra di dubbio riconosciuto un ruolo importante per analizzare fatti del presente perchè quando si parla del passato ha poco senso un organo parlamentare il cui compito è quello di legiferare e controllare il presente. All'impossibilità di chiudere con una soluzione "sudafricana" gli avvenimenti degli anni '70 in quanto l'anomalia italiana non ha saputo tracciare una linea di netta separazione tra chi ha vinto e chi ha perso con il risultato che la cancellazione di eventuali pene da parte di chi ha commesso reati (in cambio della verità) non eliminerebbe il danno d'immagine alle carriere che nel frattempo ciascuno si è costruito. Per giungere ad un argomento delicatissimo come la "Gladio all'estero".

In occasione della conferenza di Campi Salentina nell'ambito della Città del libro, avevo lanciato un interrogativo al Presidente Pellegrino: "poichè Moro era tra i fondatori di Gladio, e poichè il Senatore Pisanu nel 1997 dichiarò pubblicamente che la Gladio all'estero era molto importante per avere informazioni strategiche che poi venivano scambiate con gli alleati, è possibile che la trattativa con l'FPLP cui accenna Carlos "Lo sciacallo" nell'intervista rilasciata a Paolo Cucchiarelli dell'ANSA avesse come contropartita per la liberazione di Moro la fornitura degli elenchi dei Gladiatori esteri che per la guerriglia palestinese erano nemici da combattere?"

Giovanni Pellegrino ha voluto tornare sulla vicenda ed ha raccontato quella che, secondo me, è un'assoluta novità e che riguarda una confidenza fattagli dall'Ammiraglio Martini, all'epoca del sequestro Moro numero due del SISMI alle dipendenze del Generale Santovito. Altre volte Pellegrino aveva raccontato la circostanza, ma non era mai entrato nei dettagli come questa volta. Ecco la testimonianza di Giovanni Pellegrino:

«Chiesi a Martini se la sua fuoriuscita dal servizio subito dopo l’epilogo della vicenda Moro fosse da considerarsi una “conseguenza” del come la essa si era conclusa. Lui rispose che in realtà si era stufato di fare attività di intelligence e che, considerandosi uomo di mare, voleva tornare a fare il marinaio.

Quando ci incontrammo pochi mesi dopo a casa sua mi confessò di non aver detto la verità. » “Avevo litigato a morte con Santovito– mi disse Martini - e con Ruffilli, che era Ministro della Difesa, perché mi avevano mandato a prendere una dichiarazione dal segretario della Farnesina e dal segretario di Palazzo Chigi dove si diceva che Moro non era in possesso di segreti sensibili. Questo perché nel frattempo le Br avevano pubblicato la famosa lettera a Cossiga nella quale Moro allude al rischio di poter rivelare informazioni pericolose per la sicurezza del partito e dello Stato. Ruffilli commentò con una frase infelice: “Beh, allora possiamo stare tranquilli”. E io – continua Martini nel suo racconto – mi esposi replicando che non era affatto il caso di stare tranquilli “perché da una cassaforte segreta del Ministero della Difesa in questi giorni sono spariti i piani segreti di Stay Behind”.

Santovito, che questa cosa la sapeva, si incazzò come un pazzo ammonendolo di aver detto questa informazione davanti a tutti i presenti – tra i quali c’era anche il Generale Dalla Chiesa che loro odiavano, naturalmente– mentre era una cosa che si doveva tenere segreta. “Se lo vanno a sapere gli alleati che forse le Br hanno i piani segreti di Stay Behind…”

A seguito di questo contrasto così forte con Santovito, Martini si sentì male e poco dopo si dimise dal servizio. Anche se poi fu richiamato e fu nominato direttore.»

Ringrazio un amico giornalista presente per avermi messo a disposizione i suoi appunti.

Per concludere, direi che si è trattato di una serata di quelle che si ricordano. La disponibilità e la squisitezza di Giovanni Pellegrino (che si è rammaricato di non aver potuto aggiornare la sua prefazione e che ha detto di aspettare con ansia la terza versione del testo) il suo coinvolgimento umano e professionale nei confronti di queste vicende così tragiche ma così tanto strumentalizzate, hanno mantenuto incollati sulla sedia le oltre 100 persone intervenute, nonostante nella sala accanto andasse in onda l'anticipo del Lecce in serie A...

E, naturalmente, un grande ringraziamento al Circolo Il Galateo, al Presidente Enrico D'Elia per le belle parole introduttive e conclusive, all'amico Stefano Donno (una certezza quando si parla di cultura e di libri) e al Dott. Maglio che dopo tanta fatica è riuscito a organizzare in maniera così bella questa indimenticabile serata.

  
A breve sarà disponibile l'audio della presentazione
 

 

Il numeroso pubblico

L'operatore di TeleRama 1
I saluti dell'Avv. D'Elia L'introduzione di Stefano Donno
L'intervento di Giovanni Pellegrino L'intervento di Manlio Castronuovo