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Data news: 09/09/2010
Argomento:
News
Titolo: Caso Ambrosoli: i commenti


SINDONA: PIROSO, ANDREOTTI MAI SCUSATO CON AMBROSOLI SPECIALE IN ONDA SU LA7 DOMENICA SERA
«La frase di Andreotti su Ambrosoli che la morte Š andata a cercarsela? Solo chi non conosce la storia di quell'omicidio può stupirsene. Il killer Joseph Aricò, assoldato da Michele Sindona, prima di sparargli gli disse: 'Mi scusi, avvocato Ambrosolì. Andreotti non mi risulta l'abbia mai fatto». Lo dice Antonello Piroso, che il 31 agosto ha registrato - nell'ambito di VeDrò 2010, il think thank ideato da Enrico Letta - un monologo di due ore mezza sull'assassinio dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, in onda su LA7, in una versione ridotta a 100 minuti, in prima serata domenica prossima (seguir… il film sulla stessa vicenda girato da Michele Placido nel 1995, 'Un eroe borghesè). «Del resto - ha continuato il conduttore del La7 - quando l'avvocato Guzzi, legale di Sindona, disse ad Andreotti che Ambrosoli ed Enrico Cuccia erano stati minacciati di morte, annotò sul suo diario: 'da Andreotti nessuna reazionè. Non solo. Anche Andreotti teneva un diario: ebbene, lui che pure vi annotava particolari quali l'ordine di arrivo di una corsa ippica alle Capannelle, il giorno in cui si sparse la notizia dell'omicidio di Ambrosoli, scrisse una sola frase: 'Oggi ho incontrato il presidente della Tanzania, Nyererè. Solo quelle parole, e nient'altro. Ogni altro commento, a questo punto - ha concluso Piroso - sarebbe superfluo».

GRANATA, LIMA SE L'ANDAVA CERCANDO, NON AMBROSOLI
In relazione alle frasi del senatore Andreotti su Ambrosoli, il vicepresidente dell'antimafia, Fabio Granata ha dichiarato: «Le parole di Andreotti sono gravissime perch‚ Ambrosoli è stato un eroe che non si è fermato davanti alle minacce e alla violenza dell'Italia mafiosa, affarista e piduista. Andreotti se vuole trovare l'esempio vero di chi se 'l'andava cercandò pensi a Salvo Lima e ai suoi rapporti organici e spregiudicati con Cosa Nostra, per rafforzare il potere della corrente andreottiana». Fonte ANSA

GRILLO, AD ANDREOTTI VA TOLTA CARICA DI SENATORE A VITA
Giulio Andreotti va privato della carica di senatore a vita «per indegnità». È quanto si legge sul blog di Beppe Grillo, a proposito della frase su Giorgio Ambrosoli, del quale poi il senatore si è detto dispiaciuto. «Andreotti -si legge sul blog di Grillo- non migliora con l'età anzi si guasta sempre più. Una mela marcia che continua a marcire.Un prescritto per rapporti mafiosi e salvato da Kossiga che lo nominò senatore a vita e dal Vaticano di cui ha certamente seguito gli interessi economici oltre a quelli spirituali dal tempo dello Ior e di Marcinkus».
MONACO (PD), SU ANDREOTTI C'È POCO DA RIDERE = SORPRENDE CHE SIA STATO PROPOSTO COME MODELLO DI POLITICO CATTOLICO
«Non sorprende che, tra Sindona e Ambrosoli, Andreotti scelga il primo, come non bastasse con una agghiacciante battuta in romanesco. Andreotti si conferma campione del machiavellismo politico. L'esempio negativo da additare ai giovani di come non si debba concepire e fare politica. Sorprende invece che qualcuno in passato abbia potuto proporlo a modello di politico cattolico e che tanti italiani, ignari delle sue responsabilità quantomeno morali e politiche, possano sorridere compiacenti alle sue battute spesso neppure divertenti. Su Andreotti c'è poco da ridere».
FIANO (PD), AFFERMAZIONI ANDREOTTI GRAVISSIME
«Se non fosse vero, sembrerebbe uno scherzo. Le affermazioni riportate oggi del senatore Andreotti secondo il quale Giorgio Ambrosoli, l' 'eroe borghesè liquidatore della Banca Sindona, assassinato su mandato dallo stesso Sindona perchè voleva fare luce su quell'impero di corruzione, sono gravissime e ci riportano ad anni terribili». È quanto dichiara Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd. «Per noi l'avvocato Ambrosoli -continua Fiano- rimane l' 'eroe borghesè che non piegò la testa di fronte a nessuno. Del suo esempio ci sarebbe molto bisogno anche nell'Italia di oggi. Le parole del senatore Andreotti sono invece, il peggior ricordo di quei poteri italiani, di cui Andreotti faceva parte, che lasciarono Ambrosoli da solo in una battaglia giusta e tragica», conclude.
Fonte ADNKronos