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Data news: 29/07/2010
Argomento:
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Titolo: Strage Bologna: dialogo cifrato Cossiga-Fioravanti-Carlos


STRAGE BOLOGNA:IL DIALOGO IN CIFRA CARLOS-FIORAVANTI-COSSIGA
(di Paolo Cucchiarelli)
C'e' un dialogo ''in cifra'', in corso da anni- un dialogo a tre fatto di segnali e allusioni, richiami e rivelazioni- tra il terrorista internazionale Carlos,''lo sciacallo'', in prigione da molti anni in Francia, Francesco Cossiga, nel 1980 Presidente del Consiglio e Valerio Fioravanti, il terrorista nero condannato, insieme a Francesca Mambro, per la strage del 2 di agosto. Cossiga ha confermato nel 2008 che da subito, lo stesso 2 agosto seppe di una pista palestinese alla Prefettura del capoluogo. ''Le autorita' e i carabinieri mi dicono che hanno la sensazione, la percezione che qualcuno che si era fermato con il treno, o che era sceso per cambiarlo, era saltato in aria all'improvviso assieme al carico che trasportava. Una valigia utilizzata dai palestinesi era esplosa. Nella prefettura c'era il caos'', disse Cossiga.
Alla base del depistaggio effettuato dai servizi italiani sugli attentatori, depistaggio che portava verso un gruppo di terroristi tedeschi, c'era un'informazione di base ''autentica''. Quel terrorista era Thomas Kram, presente a Bologna il 2 agosto 1980 e chiamato in causa piu' volte anche da Carlos 'lo Sciacallo', il terrorista detenuto a Parigi e che guidava la rete internazionale legata a Mosca e all'est in quegli anni. ''Quelli del Sismi, intimoriti dalle accuse che gli venivano mosse in Parlamento, hanno trovato delle prove false del coinvolgimento di un tedesco. Ma lo hanno fatto partendo da un fatto vero perche' il terrorista c'era ed era proprio Kram'', rivelo' Cossiga. Anche Giusva Fioravanti, sempre nel 2008, ha dato una qual forma di legittimita' a questa sorta di ''dialogo a distanza'' dicendo che per lui Carlos e Cossiga erano i due piu' vicini alla verita' che all'epoca aveva un risvolto internazionale, di necessita', che impose di trovare in fretta e furia un colpevole per coprire o una esplosione accidentale di un carico di plastico trasportato dall'Fplp, l'ala estremista e marxista del movimento palestinese, o una operazione internazionale che intendeva punire l'Italia per la sua politica filo araba .''Dovendo l'Italia tenere le cose comunque nascoste, la pista e' stata portata lontana dal Medio Oriente e l'unica pista che apparteneva alla 'tradizione' italiana era quella delle bombe fasciste''. Quello che dicono Carlos e Cossiga ''suscita in me una idea di estrema verosimiglianza'', spiego' Fioravanti. ''Come raccontano le commedie su Arlecchino, il servitore troppo pauroso prende le botte sia da una parte che dall'altra. Noi non siamo la Francia, l'Inghilterra, Israele; non abbiamo quella compattezza del nostro popolo alle spalle. Non c'erano molte alternative: abbiamo avuto questa linea ondivaga e l'abbiamo pagata''. ''Cossiga da un lato e Carlos dall'altro sembrano fornire tutti gli elementi mancanti ai processi. Carlos dice: 'l'esplosivo era nostro, non volevamo fare un attentato, lo stavamo solo spostando'. L'idea di Cossiga che si sia solo trattato di un incidente aiuterebbe a risolvere il problema del mandante e del movente, che e' un'altra cosa misteriosa''. Al centro, a collegare le interpretazioni che danno Carlos e Cossiga c'e' lo stesso uomo: proprio quel Thomas Kram, terrorista tedesco legato a Carlos.
Fonte ANSA