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News
Data news: 22/12/2009
Argomento: News
Titolo: Brasile, Lula spiazza tutti "Su Battisti decido solo io"
Brasile, Lula spiazza tutti "Su Battisti decido solo io"
Il presidente in conflitto con la Corte Suprema
Il responso sull´estradizione dell´ex terrorista potrebbe arrivare in gennaio
di OMERO CIAI
Il presidente del Brasile ha usato una metafora calcistica per riaffermare la sua totale discrezionalità nella vicenda dell´ex terrorista italiano Cesare Battisti. «Non mi interessa cosa abbia detto il Tribunale Supremo- ha detto ieri Lula -, adesso la palla è nel mio campo e sarò io a decidere come calciare». Il mese scorso la Corte Suprema del Brasile ha votato a favore (5 giudici contro 4) della richiesta di estradizione presentata dal governo italiano. Ora la parola finale sul ritorno di Battisti in Italia, dove deve scontare un ergastolo per la partecipazione diretta e indiretta a quattro omicidi commessi alla fine degli anni Settanta quando militava nei "Proletari armati per il comunismo", spetta al Presidente ma, secondo la Corte, anche Lula nello scegliere se dare o meno il suo via libera all´estradizione deve rispettare il Trattato sottoscritto da Italia e Brasile. Ed è un passaggio strettissimo. Nel Trattato il presidente può rifiutare l´estradizione in due casi: le condizioni fisiche dell´imputato, le sue condizioni di sicurezza o il rischio che possa essere perseguitato per ragioni religiose, etniche o politiche.
L´ipotesi che Lula - il cui parere ufficiale è atteso entro gennaio - possa riaffermare l´asilo politico a Battisti usando gli stessi argomenti del ministro Genro, e cioè che l´ex terrorista possa diventare in Italia un «perseguitato politico», andrebbe esclusa proprio perché è stata bocciata dall´Alta Corte quando ha votato per l´estradizione annullando lo status di rifugiato per ragioni politiche. Dunque rimane solo la possibilità delle condizioni fisiche, o di una «grave malattia». Ed è per questo aspetto che Lula protesta con il Tribunale per di affermare una sua maggiore libertà di decisione che però legalmente non c´è. Chiarendo con la stampa i termini della questione la scorsa settimana il capo dell´Alta Corte, Gilmar Mendes, ha detto: «Trovo molto difficile che il presidente possa, senza controllo giudiziario, concedere un asilo già negato. Lula finirebbe in un labirinto».
In realtà dal punto di vista della Corte Suprema, Lula è in un vicolo cieco. Se dovesse autorizzare la permanenza di Battisti in Brasile, il capo dello Stato potrebbe andare incontro ad un processo giudiziario da parte del Senato, l´organo che nel 1993 ha ratificato il Trattato bilaterale di estradizione tra Italia e Brasile. Spiega ancora Mendes: «La decisione sulla estradizione o sulla non estradizione dovrà essere sottoposta e valutata alla luce di quello che è stabilito dalla legge vigente, e cioè dal Trattato tra Italia e Brasile, e non dalla volontà sovrana e autonoma del Presidente della Repubblica. «La nostra - ha aggiunto Mendes - è una democrazia: non è nemmeno concepibile che il Capo dello Stato passi sopra alla legislazione vigente».
Fonte "la Repubblica"
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