| Home | 

vuoto a perdere

    

   

News

Data news: 06/12/2009
Argomento:
News
Titolo: Piazza Fontana: un altro fascicolo in Procura


A quarant'anni di distanza, in Procura di Milano esiste un altro fascicolo - relativo a fatti non costituenti notizie di reato, e contro ignoti - per cercare i colpevoli dell'eccidio che il 12 dicembre del '69 provocò 17 morti e oltre 80 feriti. Un procedimento scaturito dalla richiesta del legale dei famigliari delle vittime, Federico Sinicato, e anche da un rapporto dei carabinieri che prende in esame quanto scritto dal giornalista dell'Ansa, Paolo Cucchiarelli, nel suo libro dal titolo 'Il segreto di Piazza Fontana'. Nella richiesta di riapertura delle indagini, tra l'altro, si fa riferimento al ritrovamento dell'agenda di Giovanni Ventura che dà conto degli appuntamenti con Carlo Digilio (il cosiddetto 'armierè di Ordine Nuovo, morto negli anni scorsi) e che rivaluterebbe la testimonianza resa nei vari processi dall'ex neofascista il quale aveva parlato del casolare di Paese (Treviso) come luogo di detenzione e preparazione dell'esplosivo. Dall'agenda emerge l'interesse di Ventura, assolto in via definitiva in relazione alla strage milanese, per la località veneta.
Altro punto su cui svolgere indagini, per il legale, l'eventuale presenza dell'esplosivo Vitezit nella Banca nazionale dell'agricoltura. Lo stesso esplosivo - scrive il giornalista Cucchiarelli, secondo il quale in piazza Fontana esplosero due bombe, una di matrice anarchica, l'altra, quella mortale, messa dai fascisti - che si trovò sulla Vespa del neo-fascista Silvio Ferrari, morto a Brescia il 19 maggio del '74, nei giorni antecedenti la strage di Piazza della Loggia (8 morti e un centinaio di feriti il 28 maggio di quell'anno). Proprio per la strage di Brescia è in corso in processo davanti alla Corte d'assise e, in gennaio, il generale Gianadelio Maletti, all'epoca dei fatti a capo dell'ufficio D del Sid, potrebbe venire a testimoniare, avvalendosi di un salvacondotto, dal Sudafrica, dove si trova dopo la sua condanna a due anni per favoreggiamento per la fuga dell'ex agente segreto Guido Giannettini. Da Sinicato un solo commento: «Auspico che la professionalità, lo scrupolo che la Procura dimostra per trovare i terroristi di oggi, siano gli stessi per individuare i terroristi di allora».

GIUDICE SALVINI, LAVORO DA COMPLETARE
Il gip di Milano Guido Salvini, che si occupò come giudice istruttore delle inchieste sulle 'Trame Nerè, da cui nacque la seconda inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, ricorda che «le indagini condotte a Milano negli anni '90 dall'Ufficio Istruzione hanno fatto fare un salto di qualità». Il giudice spiega che «si conosce molto della strategia e del meccanismo operativo del 12 dicembre e anche se non sono state affermate responsabilità di singoli imputati. Nelle stesse sentenze di assoluzione è scritto che non è ormai più dubbio che la paternità dell'ideazione e l'esecuzione risalga ai neofascisti veneti di Ordine Nuovo aiutati dai Servizi Segreti». Per Salvini «oggi è possibile andare oltre, nuovi spunti emergono dalle ricerche di Paolo Cucchiarelli che nel 'Segreto di Piazza Fontana' riporta tra l'altro la confessione quasi completa ricevuta da un neofascista romano e altri elementi nascono spontaneamente quasi per forza propria da testimoni che accettano di raccontare». «C'è chi potrebbe raccogliere e completare oggi il lavoro - osserva ancora il giudice -: gli inquirenti milanesi che hanno dato con successo svolte a indagini come quelle su Calabresi, le nuove BR, Abu Omar». Non ascoltare i famigliari che chiedono nuove indagini, secondo Salvini, sarebbe «una pagina negativa». «Il nostro Palazzo di Giustizia - conclude - così vicino a Piazza Fontana scriverebbe forse l'unica pagina bianca della sua storia giudiziaria, una storia di cui la città è stata sinora giustamente orgogliosa».
Fonte ANSA