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News
Data news: 04/12/2009
Argomento: News
Titolo: "Il segreto di Piazza Fontana" - Napolitano: "riaprire indagini"
ANARCHICI E GLADIO CONTRO AUTORE LIBRO STRAGE. FAMILIARI VITTIME 7/12 DA NAPOLITANO, RIAPRIRE INDAGINI
Il ricordo della strage di Piazza
Fontana deve ''contribuire a rafforzare nelle giovani
generazioni una coscienza civile in difesa di quei valori di
liberta' e di legalita' che sono alla base della nostra
democrazia, contro ogni forma di fanatismo politico, di odio
ideologico e di violenza terroristica''. E' l'auspicio del
presidente della Camera Gianfranco Fini, nel messaggio inviato
per l'anniversario della strage di piazza Fontana, di cui si e'
parlato oggi alla Camera in occasione della presentazione del
libro del giornalista dell'ANSA Paolo Cucchiarelli ''Il segreto
di Piazza Fontana''. Una presentazione movimentata, che ha visto
la protesta dell'anarchico Roberto Gargamelli, finito tre anni
in carcere insieme a Valpreda (''non intendiamo essere associati
a una strage di stato'') ma anche quella dell'ex responsabile di
Gladio, il generale Paolo Inzerilli, che ha difeso
l'associazione, nata durante la guerra fredda, dall'accusa di
essere coinvolta nella strage.
Il libro di Cucchiarelli ruota infatti intorno alla tesi che
il 12 dicembre del 1969 effettivamente l'anarchico Valpreda
porto' una bomba a Piazza Fontana; solo che si trattava di un
ordigno innocuo, che un gruppo neofascista fece diventare
mortale accostandogli una seconda bomba, realizzata con un
esplosivo proveniente dai nascondigli di Gladio.
Se l'anarchico Gargamelli ha preannunciato querele, la
responsabilita' di Gladio e' stata negata dal generale
Inzerilli: ''Nei nascondigli di Gladio c'era solo esplosivo C4
americano, e non esplosivo jugoslavo'', cioe' quello che sarebbe
stato usato nella strage. ''Gladio, poi, era una struttura che
aveva solo il compito di preparasi a contrastare un'eventuale
invasione. Niente a che vedere con altri gruppi come gli Rds,
collusi con il servizio segreto interno e dove agivano esponenti
di Ordine Nuovo''.
''Il 12 dicembre - ha replicato Cucchiarelli - e' stata fatta
un'operazione di intelligence. Gli autori della strage si erano
costruiti un capro espiatorio, gli anarchici, su cui scaricare
la responsabilita' della strage. E' un po' quello che accadde a
Portella delle ginestre, dove a sparare contro i lavoratori
furono sia gli uomini di Giuliano, ma con armi che non avevano
la potenza necessaria per raggiungere gli obiettivi, sia gli
uomini della decima mas, che avevano armi piu' potenti, erano
piazzati piu' vicini e vanno considerati come i veri autori
della strage. Ed e' grossomodo quello che accadde a Piazza
Fontana. Il tutto inquadrato nel contesto politico dell'epoca:
alla strategia dell'attenzione verso la sinistra, praticata da
Aldo Moro, si rispondeva c a suon di bombe con la strategia
della tensione''.
Cucchiarelli ha concluso rivelando che i familiari delle
vittime di Piazza Fontana il prossimo 7 dicembre incontreranno
il presidente della repubblica Napolitano per chiedere la
riapertura delle indagini.
Fonte ANSA
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