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News
Data news: 25/06/2009
Argomento: News
Titolo: Nuove BR: processo da "guerra di classe"
È stato un «processo da guerra di classe». Così sei «compagni del processo Pcp-m» definiscono il dibattimento a carico dei componenti del Partito comunista politico-militare che si è concluso nelle settimane scorso a Milano con condanne dai 15 anni di reclusione ai 10 giorni di arresto. I sei, Davide Bortolato, Alfredo Davanzo, Claudio Latino, Vincenzo Sisi, Massimiliano Gaeta e Massimiliano Toschi, ricordano che nei giorni precedenti al processo «altri militanti del movimento rivoluzionario» erano stati arrestati e denunciano un «aggiustamento dell'ultima ora», nel loro processo, «sulla giuria popolare, con 'misteriosà sostituzione di ben tre giurati». I sei, in un documento affidato alla stampa, ricordano anche la «messa sottoscorta del presidente, benchè egli stesso ammetta di non avere ricevuto minacce». «Mentre noi - scrivono -, militanti comunisti della classe operaia, veniamo condannati, vengono legalizzate le ronde (verdi e nere), cioè il vecchio squadrismo di stampo fascista e razzista». «Questo già da anni imperversa per le strade - aggiungono -: pestaggi e omicidi contro proletari immigrati, giovani e militanti di classe». «Ma ora - affermano nell'articolato documento - vengono pure legalizzate; la strada verso le milizie paramilitari è aperta». Il documento si conclude con un appello: «contro la crisi e l'imperialismo, guerra di classe per il comunismo. Contro il fascismo e la repressione, organizziamoci per la rivoluzione». Fonte ANSA
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