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Data news: 22/12/2008
Argomento:
News
Titolo: Mambro e Fioravanti "sovvenzionati" dal comune di Roma


Sono in diversi ad aver scritto all'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, in seguito alla notizia che Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sono sovvenzionati dal Comune di Roma, come animatori di una serie di associazioni Onlus. Lo ha fatto sapere il presidente dell'associazione Paolo Bolognesi. La notizia, ha scritto Bolognesi in una nota,«ha provocato in moltissimi cittadini l'indignazione che merita». «Li ringraziamo tutti di cuore», ha proseguito Bolognesi. «Hanno voluto scriverci e manifestarci la loro solidarietà, perchè per l'ennesima volta si concedono le luci della ribalta a degli infami assassini; perchè in un Paese che si dice civile, Mambro e Fioravanti sono liberi, dopo aver scontato appena due mesi di reclusione per ogni morte causata». Poi il presidente dell'associazione ha insistito: «perchè il sindaco Alemanno, fra le tante associazioni meritorie che operano nel territorio di Roma, ha scelto di sovvenzionare proprio quelle dei suoi ex camerati; perchè in Italia sembra sempre più drammaticamente vera la sensazione che vivere onestamente sia inutile». Bolognesi ha segnalato infine, tra le persone che hanno contattato l'associazione, «una signora di Roma che vedendo in Piazza Navona la signora Mambro che promuoveva una Onlus a favore dei bambini , ha ricordato a lei e agli astanti chi fosse quella donna apparentemente per bene, che tra l'altro nella sua lunga e sanguinosa carriera criminale ha causato la morte di parecchi bambini (otto sono i minori uccisi nella strage del 2 agosto 1980) e molti ne ha resi orfani». Francesca Mambro allora, nel racconto della donna riportato da Bolognesi «senza scomporsi e con l'arroganza di chi sa di poter contare su potentissime protezioni, ha apostrofato quella coraggiosa signora dandole della 'maleducata'». Se il vizio della memoria e dell'onestà significa essere maleducati - ha concluso il presidente dell'associazione - «allora siamo tutti maleducati»