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Data news: 06/11/2008
Argomento:
News
Titolo: Micia Corta: nessun contributo e sia vietato ai minorenni!


CINEMA: VITTIME TERRORISMO, NO A CONTRIBUTO STATALE PER 'MICCIA CORTA'.
BERARDI (DOMUS CIVITAS), 'SIA VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI'
Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - No al contributo statale per il film 'Miccia corta'. È Bruno Berardi, presidente dell'associazione «Domus Civitas vittime del terrorismo e della mafia», a rivolgere un appello al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi per quanto riguarda il film diretto da Renato De Maria, interpretato da Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno e tratto dal libro di Sergio Segio. L'opinione di Berardi è che «un simile film non debba potersi avvalere del contributo dello Stato e, comunque, in qualsiasi modo sia realizzato, non debba essere offerto alla visione di minori degli anni diciotto» «È in valutazione presso la Direzione Generale Cinema -sottolinea Berardi- l'opportunità di concedere il contributo pubblico finalizzato alla produzione di detto film che, sovrapponendo l'immagine professionale di noti attori di grande prestigio e di grande apprezzamento, soprattutto presso il pubblico dei giovanissimi, alle pagine più buie della recente storia italiana rappresentata dal terrorismo che ha lacerato sia il tessuto civile e democratico della Repubblica italiana sia le famiglie di servitori dello Stato caduti in difesa di quest'ultimo, propone uno scenario, a parere di chi scrive, desolante e potenzialmente pericoloso». «Desolante perchè vedere lo Stato, prima vittima del terrorismo, finanziare con denaro pubblico un film che, in considerazione del progetto realizzativo, non può che fornire una visione celebrativa degli eventi narrati compreso il piano di evasione di una terrorista condannata dallo Stato per i reati commessi, non può che creare sconcerto ed incertezza su cosa oggi si intenda per 'cultura'. Pericoloso -continua Berardi- perchè offrire al pubblico dei giovanissimi la riproposizione degli efferati atti di sangue e di terrore attraverso l'immagine degli attori più apprezzati dal pubblico giovanile non può eludere l'effetto diseducativo di rendere degni di emulazione un'infinita serie di gravissimi reati contro lo Stato e la vita umana e, comunque, rendere giustificabili comportamenti eversivi e di dispregio per l'ordine democratico».