| Home | 

vuoto a perdere

    

 

 
Riparliamo degli anni 70

Rassegna storico-divulgativa per
conoscere la storia degli “anni di piombo”

 

Venerdi 22 maggio 2009
Prima Linea, i “cugini” poveri delle BR

Incontro con Andrea Purgatori
Co-sceneggiatore di “Fort Apasc”, “Il muro di gomma”, “Vite blindate”

Le inchieste giornalistiche sui misteri della storia italiana contemporanea rappresentano uno dei pochi strumenti a disposizione della società per esercitare quella “libertà di parola” che, come dice il termine, è svincolata dalla “verità politica” e dalla “verità giudiziaria”.

Gli anni 70 sono stati attraversati da stragi completamente impunite per le quali non esiste nemmeno una verità giudiziaria (e cioè una sentenza passata in giudicato): piazza Fontana (1969), piazza della Loggia (1974), Ustica (1980). Perché non si è arrivati ad individuare colpevoli e mandanti? Dobbiamo rassegnarci all’impunità?

La recente crisi del giornalismo investigativo è forse il sintomo che quella verità non interessa più a nessuno? Oppure è scomoda per qualcun altro?

Anche questo, ma soprattutto non viene considerata come un investimento. Non vi è la certezza del risultato e questo, in un sistema economico sempre più competitivo, fa spostare gli sforzi economici sul poco ma certo.

Negli USA, l’indagine giornalistica è molto più strutturata e si studia in tutte le scuole di giornalismo, perché è importante per un giornalista saper “scavare” dietro le notizie.

Il giornalista che fa le inchieste è un tipo scomodo, viene zittito, trova mille difficoltà. Ma riesce a muovere qualcosa, in alcuni casi a cambiare qualcosa.

L’inchiesta di Purgatori su Ustica, ad esempio, ha costretto a prendere posizione i Presidenti italiano, francese, degli Stati Uniti e lo stesso Gheddafi. E’ diventata una sorta di intrigo internazionale.

L’inchiesta è anche uno strumento importante per la Magistratura. Nel processo sul sequestro di Abu Omar, il governo Prodi oppose il segreto di Stato, Purgatori andò ad ascoltare Abu Omar al Cairo e fu chiamato come importante testimone.

Potrebbe sembrare che, terminate le “grandi stragi” (quelle con i morti a due cifre, per interderci) oggi non vi sia più alcuna necessità di indagare perché in nome della ragion di Stato non viene taciuta più nessuna verità. Ma non è così! Perché nel caso Calipari, ad esempio, gli Stati Uniti hanno impedito la deposizione di chi sparò?

Alla base di tutto, però, vi sono tre cose: una grande curiosità, una grande passione e gli strumenti adatti. Spiegare fatti che hanno segnato la vita del paese è un dovere. Si deve trovare una spiegazione plausibile per tutto, abbiamo bisogno di verità.

 

Brundisium.net - via Colonne,46 - ore 18.00


Marco Risi, 2009

Andrea Purgatori, giornalista, inviato speciale, corrispondente di guerra, è anche autore e conduttore di reportage e programmi televisivi e docente di Tecnica dell’inchiesta alla Luiss.

Si è occupato di importanti inchieste giornalistiche quali quella sul disastro aereo di Ustica raccontata nel film “Il muro di gomma”, quella sul sequestro di Abu Omar, al cui processo è stato chiamato a testimoniare, e sul delitto di Giancarlo Siani su cui ha scritto la sceneggiatura del film “Fortapasc”. Vincitore di premi nazionali ed internazionali per il giornalismo ed il cinema.

 

 

  Incontro con
Andrea Purgatori
   
  Introduce e modera
Mauro Giliberti
   
  Ospite
da definire
   
  In collegamento da Roma
da definire