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ADN Kronos
22 luglio 2007
L'ADN Kronos
dedica a Vuoto a perdere 3 lanci di agenzia a cura di Grazia Di Donna,
giornalista che in passato si è più volte interessata del caso Moro. Ecco il
testo integrale pubblicato domenica 22 luglio.
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CASO MORO: L'ULTIMA IPOTESI, NON TUTTO IL
MEMORIALE ARRIVO' A MONTENEVOSO NEL LIBRO 'VUOTO A PERDERE' IL GIALLO
DELLE CARTE PIU' SCOTTANTI CHE FORSE NON SONO MAI GIUNTE NEL COVO
MILANESE |
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Roma, 22 lug. (Adnkronos) - Il memoriale scritto da Aldo Moro nei 55
giorni di prigionia potrebbe essere tuttora incompleto. Parte di quei
documenti, infatti, potrebbe non essere mai arrivata nel covo brigatista
di via Montenevoso dove i carabinieri del generale Carlo Alberto Dalla
Chiesa fecero irruzione il 1° ottobre 1978. E' l'ipotesi che viene
avanzata in un libro appena uscito sul caso Moro, 'Vuoto a perdere' (Besa
Editrice, 2007), scritto da Manlio Castronuovo con la prefazione dell'ex
presidente della commissione Stragi, Giovanni Pellegrino.
Nel capitolo dedicato
al punto tutt'oggi più nebuloso della vicenda del sequestro del
Presidente della Democrazia Cristiana, quello del ritrovamento del
memoriale nel covo Br di Milano da parte degli uomini della sezione
anticrimine del generale Dalla Chiesa - nell'ottobre del '78 nominato da
venti giorni a capo del Nucleo Antiterrorismo- l'autore non esclude che
anche il materiale emerso dietro il pannello sotto la finestra della
cucina il 13 ottobre 1990 possa considerarsi incompleto in quanto mai
arrivato da Firenze, dove aveva sede la cabina di regia del sequestro
Moro, a Milano. La ricostruzione di Castronuovo presenta un elemento di
novità. Nelle 229 pagine del Memoriale di Aldo Moro ritrovate nel 1990,
l'autore ricorda che in queste si fa riferimento a cose già dette in
precedenza. Soltanto in tre casi, non esiste corrispondenza tra gli
scritti rinvenuti, che riguardano due precisi argomenti come la strage
di Piazza Fontana e la strategia della tensione.
"Forse non tutto il
materiale - annota quindi Castronuovo- era pervenuto alla base di via
Montenevoso nei giorni precedenti all'irruzione. Si era trattato solo di
una prima tranche". Infatti, riflette, se qualcuno estraneo alle Br
avesse sottratto o occultato parte degli scritti dall'appartamento di
via Montenevoso, tra i brigatisti arrestati probabilmente almeno uno
avrebbe effettuato lo stesso tipo di denuncia che nel '78 fecero i
componenti del comitato esecutivo Lauro Azzolini e Franco Bonisoli sui
soldi spariti dal covo.(segue)
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CASO MORO: L'ULTIMA
IPOTESI, NON TUTTO IL MEMORIALE ARRIVO' A MONTENEVOSO (2)
LA STORIA DEL BORSELLO E L'INDIVIDUAZIONE DI AZZOLINI GIA' NEL LUGLIO
'78 |
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(Adnkronos) - Non solo: l'ipotesi che alcune carte possano essere state
trattenute in altri luoghi, fa ritornare sulla frase pronunciata da
Dalla Chiesa davanti alla commissione Moro. Il generale, domandandosi
dove fossero gli originali, mai ritrovati, del Memoriale, disse: 'penso
che ci sia qualcuno che possa aver recepito tutto questo'.
A condurre i
Carabinieri in via Montenevoso è stata una traccia apparentemente
insignificante: un borsello dimenticato su un autobus a Firenze il 27
luglio 1978 contenente una pistola, la fotocopia della carta di
circolazione di un motociclo e la ricevuta di uno studio dentistico di
Milano. All'interno del borsello anche alcuni appunti che consentirono
di associare il proprietario all'eversione armata. Molti anni dopo, nel
2000, nella 'Relazione sul ritrovamento di un borsello a Firenze in data
27 luglio 1978 e sulla successiva scoperta del covo brigatista a Milano
in via Monte Nevoso n. 8" il magistrato Silvio Bonfigli, ex consulente
della commissione Stragi, spiegava come il covo brigatista di via
Montenevoso a Milano, dove erano nascoste le carte di Aldo Moro, fu
"scoperto" il primo ottobre del 1978 solo ufficialmente.
I carabinieri, rileva
Bonfigli, sapevano della sua esistenza da almeno due mesi prima. Non
solo: il rapporto giudiziario su Lauro Azzolini, membro del comitato
esecutivo delle Br, che il Reparto operativo di Milano stese il 13
ottobre del '78 e consegnò al giudice Ferdinando Pomarici, non
corrisponde al vero. Azzolini fu anch’egli individuato alla fine di
luglio del '78. Nel ricostruire la storia della scoperta del covo di via
Montenevoso, Bonfigli ha riesaminato tutti i rapporti stesi dai Reparti
operativi dei carabinieri di Firenze e Milano. E ha scoperto che in
realtà Lauro Azzolini, che insieme a Moretti, Micaletto e Bonisoli si
riuniva a Firenze durante il sequestro Moro, viene individuato tre
giorni dopo aver perso il borsello su un autobus che percorre la tratta
Firenze-Castello. E cioè il 31 luglio del 1978 e non, come afferma il
rapporto dei carabinieri dell’ottobre successivo, tramite pedinamento
nella metropolitana di Lambrate, Milano. (segue)
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CASO MORO: L'ULTIMA
IPOTESI, NON TUTTO IL MEMORIALE ARRIVO' A MONTENEVOSO (3)
SILVIO BONFIGLI, CARABINIERI ARRIVANO A MONTENEVOSO IL 3 AGOSTO 1978
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(Adnkronos) -A provarlo sono tre fonogrammi dei carabinieri di Firenze
che portano la data del 28, 29 e 31 luglio 1978 e dai quali emergono
elementi che legano il borsello alla città di Milano e a Lauro Azzolini.
Il 3 agosto successivo, i carabinieri accerteranno anche che Azzolini è
il proprietario del ciclomotore rosso il cui certificato era nel
borsello di Firenze. Bonfigli rileva che "né all’epoca dei fatti, né
successivamente, viene, da parte degli investigatori, comunicato alla
magistratura il nome di Azzolini quale possessore del borsello e del suo
contenuto". Tanto che la procura della Repubblica di Firenze aprirà un
procedimento penale contro ignoti.
Il consulente della
Commissione stragi sottolineava inoltre nella relazione consegnata alla
commissione presieduta da Giovanni Pellegrino, che "i carabinieri già il
3 agosto 1978 arrivano in via Montenevoso, a Milano, addirittura
effettuando un controllo su alcuni stabili siti in quella via". E si
chiedeva quindi come mai non fossero arrivati al covo semplicemente
pedinando il brigatista già individuato e non invece tramite lunghi e
complessi controlli riferiti anche dal generale dei carabinieri Niccolò
Bozzo.
L’intervento del primo
ottobre 1978 in via Montenevoso, osservava ancora Bonfigli, è di pochi
giorni successivo al trasferimento nel covo brigatista del fondamentale
materiale documentale relativo ai verbali dattiloscritti degli
interrogatori dell’onorevole Aldo Moro durante la sua prigionia.
(Sin/Zn/Adnkronos)
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